Quando Rodrigo Bruno, classe 87, numero 8 ex Pumas ora in forza alla Lazio, schiaccia sulla base del palo la meta del sorpasso alle Fiamme Oro si è perso il conto di quanti minuti sono passati dopo il quarantesimo, di quante fasi, tutte pulite, ha giocato consecutivamente la Lazio in attacco, di quanti placcaggi consecutivi hanno realizzato quelli delle Fiamme Oro, di quanta pazienza e quanta adrenalina si è consumata in quei minuti finali fra in poliziotti, in cerca di un una affermazione non procrastinabile, ed i laziali in cerca di quei punti della vittoria che cambiassero la loro destinazione, per alcuni scontata. Ma non per loro.

Tutta quella partita è andata così fra quelli in biancoceleste a rincorrere e quelli in cremisi e macinare pesantezza di buona qualità. In biancoceleste ci si poteva arrendere tante volte, di occasioni per lasciar stare le Fiamme Oro gliene hanno date molte,sul 10 – 21 che non è ancora finito il primo tempo, poi il secondo tempo inizia e la Lazio è subito sotto 10 – 28. Allora la meta laziale di Coronel e poi quella di Ercolani, che la realizza eludendo uno dei migliori in campo, il cremisi Zago. Poi Bonifazi al piede, alla fine il suo sarà un 5/5, quindi fasi ed ancora fasi e la meta di Bruno caccia via anche i punti di penalizzazione che solo a febbraio avevano tolto alla Lazio 6 punti (4 di penalizzazione e 2 presi sul campo) lasciandoli ultimi a 7 punti dal Valsugana. Spacciati. Invece no.

Da quella penalizzazione la Lazio ha preso un paio di punti di bonus (con San Donà e Mogliano), la vittoria con i Medicei e adesso con le Fiamme oro e ora quella spacciata, quella predestinata a retrocedere, si gioca la permanenza in Top12 nel suo prossimo turno,  a Padova contro il Valsugana (retrocesso), mentre Verona trema, quella giornata gli scaligeri dovranno fare il punto con Viadana altrimenti saranno gli antracite a ritrovare la Serie A.

Meravigliosa Lazio che parla di rugby a tutti quelli che lo vogliono sentire, questa tenacia, questo coraggio, questo orgoglio è rugby prima di ogni calcolo e di ogni lamento.

Nota dovuta sulla partita: nella Lazio ottimo Bonifazi, ma l’apporto corale è evidente, governa benissimo Filippucci, al top Duca. Nelle Fiamme Oro dopo Zago la palma va al solito Ambrosini, poi Nocera.

Il resto di questa giornata è assestamento, Verona fa il punto di bonus con Rovigo, il Valsugana travolto dal San Donà forse si accorge solo oggi che non era tutto perduto.

In testa il Calvisano fa la corrazzata, il Petrarca stila la lista di quelli che non usciranno in tempo utile dall’infermeria per i play-off, il Valorugby espone in bacheca la Coppa Italia e promette che non è finita. A Rovigo litigano con la propria giovanile, dimissioni e veleni in casa rossoblù dove sarebbe il caso qualcuno si svegliasse che ci sarebbe uno scudetto da portare a casa: fate un po’ voi.

A margine di tutto questo una nota la merita la scomparsa dagli orizzonti programmatici della FIR della Nazionale Emergenti, ovvero gli Azzurri del Top12. Nessun comunicato ufficiale da parte della nostra Federazione, che questo pezzo di Azzurro non esiste più lo si è scoperto qualche settimana fa verificandone la scomparsa dal calendario sportivo diffuso da World Rugby. Le cose in FIR scompaiono, chiederemo lumi al Presidente, o al Vice.

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