Questo fine settimana si giocherà la partita di andata di Continental Shield fra Calvisano e Rovigo. L’unica cosa davvero seria di questa cosa sono le squadre in campo il resto, specialmente dopo quanto ha scritto “Il Gazzettino” a firma Paolo Romagnolo, pare davvero una grande pagliacciata.

I nostrani “los federales” hanno cercato a suo tempo di farci apparire questa coppa come la grande vittoria del Presidente Alfredo Gavazzi in Europa a seguito della cacciata dei team del campionato italiano, avvenuta ormai qualche anno fa, dai tornei veri: Challenge Cup e Champions Cup. Per questo motivo questo Torneo è stato goliardicamente chiamato fin dall’inizio “Coppa Gavazzi”.

Questo “Continental Shield” invece fino ad oggi è servito unicamente a far accedere squadre russe e rumene alla Challenge Cup.

La competizione è stata talmente assurda, priva di significato tecnico e sportivo che quest’anno nessuno dei partecipanti usuali portoghesi, spagnoli, tedeschi, hanno voluto più avere a che fare con questa cosa. Allora la FIR, organizzatrice del “Torneo” con EPCR, ha raccattato una selezione belga raffazzonata su, ha preso in carico una squadra georgiana, ci ha messo le 4 italiane destinate da classifica del campionato tricolore ed il giochetto è stato messo in piedi.

Sei squadre su due gironi e così Petrarca, Calvisano, Fiamme Oro e Rovigo hanno giocato fra loro ma… in Europa!!! Insomma, a casa loro ma con una trasferta in Belgio o nel Caucaso.

Coppa Europea? No, perchè non c’è nessuna coppa in palio, magari la fanno domani ma il “torneo europeo” prevedeva fosse solo una eliminatoria per avere l’accesso alla prossima Challenge Cup. Così avevano detto.

Ma secondo il bene informato giornale veneto “Il Gazzettino” non è per nulla sicuro nemmeno questo. Non ci sarebbe nessun accesso garantito. Così siamo messi, noi ci raccontiamo che domani c’è la “finale di andata”. Finale di cosa? Ce lo diranno dopo.

Intanto “los federales” hanno fatto trapelare che se ci sarà concesso portare una squadra in Challenge sarebbe meglio fare però una nuova franchigia per l’occorrenza. Così hanno proposto di mettere insieme un po’ di giocatori Calvisano, un po’ di Rovigo ed un po’ di giocatori di Serie A proveniente dalla squadra della Accademia. Un team potente, irresistibile. Si prevedono grandi risultati. Comunque chi paga, chi allena, chi … dove… come…. nulla si sa. Tutte ipotesi che si rincorrono nel chiacchiericcio dell’incertezza, nella confusione totale del rugby italico.

Va inoltre detto che, secondo fonti italiane, EPCR sta pensando seriamente di sopprimere, come aveva già tentato diverse volte, fin dal prossimo anno questo Continental Shield che giudica inutile.

Niente coppa, niente accesso alle Coppe vere, cosa si giocano Calvisano & Rovigo? Il premio della FIR. Il Gazzettino ci ricorda infatti che la nostra Federazione aveva promesso un premio di € 40.000 al team dei nostri che avesse vinto questa …. cosa qua.

In questo ridicolo gioco da clown che sono il Continental Shield e la posizione FIR, c’è una cosa per la quale vale la pena vedersi la partita, andare a tifare, seguire i due match (ritorno a Rovigo il 20 aprile), insomma una cosa seria c’è e sono i team: Calvisano e Rovigo.

Perchè per loro la battaglia in campo sarà una cosa seria, i giocatori e i team tecnici la affrontano con grande impegno, responsabilità e gran voglia di far propria la sfida. Calvisano Vs Rovigo, a dispetto di quanto purtroppo si è dovuto scrivere sopra, sarà l’ennesima dimostrazione che il rugby italiano è una esperienza bellissima. Chi lo gioca, chi lo allena, chi lo insegna e chi lo porta generalmente in campo merita e vale molto di più di chi purtroppo oggi ancora lo dirige.

Forza Rugby !

3 Comments to: CONTINENTAL SHIELD: MA QUALCOSA RIMANE

  1. simone g.

    marzo 29th, 2019

    Come la più tipica (scadente) soap opera ispanica

  2. Fabrizio

    marzo 30th, 2019

    Una domanda, sperando che qualcuno mi possa rispondere: a nessun club italiano è mai venuto in mente di disertare questa assurda competizione, che toglie forze fisiche ed energie mentali per un campionato che, anche se orfano di Treviso, resta pur sempre il massimo nazionale? E se qualcuno decidesse di rinunciarvi, sarebbero previste sanzioni? Chiudo questo post augurandomi che mai e poi mai si metta in piedi un’armata Brancaleone che va sotto il nome di franchigia con a capo Gavazzi novello Don Chisciotte.

    • Paolo A.

      aprile 3rd, 2019

      Più che Don Chisciotte penso ad Attila! Dove passa lui non cresce più l’erba.