AAA VENDESI CAMPIONATO nazionale di rugby, di attrattiva non discutibile (che altrimenti il Capo si arrabbia), denominazione di alto livello (Top12) recentemente ristrutturato e dotato di pregiate buone intenzioni. Situato limitrofo ma sapientemente staccato da altissima zona di pregio denominata Pro14.

Livello del prodotto offerto garantito da ventennali tecnici federali, perfettamente manutenuto con ultimo ed unico intervento un anno fa per cambio denominazione, tutt’ora in buone condizioni al punto che non ci abbiamo mai fatto nulla.

Si trova in una zona in via di sviluppo anche se semi-abbandonata ma in un contesto sportivo prestigioso prossimo ai maggiori centri ma perfettamente scollegato, ben collegato invece con il resto del contesto da tanta buona volontà e da uno strumento di psicocinesi proveniente da una provincia lombarda.

Finiture assolutamente personalizzabili, difficile comprendere quanto senza esserci dentro; è spazioso e poco frequentato, si trova in zona verde e spesso silenziosa, spazi commerciali incolti. Rivolgersi alla federazione sportiva di riferimento, prefisso 030. Prezzo assolutamente trattabile. Caffè, offro io. 

.

Scusate se si parte così, non si manca di rispetto, ma ci si fa una sana risata su quelli che ci dicono da tempo immemore che il TOP12 avrà una Lega dei Club, ovvero il primo anfratto per la costruzione di un vero campionato italiano di rugby. Le ultime notizie sono di sei mesi fa e, secondo molti dirigenti delle Società di Top12, lo Statuto della Lega era pronto, scritto, approvato, rabberciato più volte, su quel testo il Capo aveva già chiesto i pieni poteri ma gli era stato risposto che così era difficile. Ad un certo punto invece, pochi mesi fa, non si sa come, tutti dicono che si era pronti ad andare davanti alla FIR ed a cotanta Presidenza per trattare spazi e numeri. Quindi è sceso il buio. Come fosse una riunione di un qualsiasi Consiglio federale.

Il portavoce di questo tavolo dei Club è (o era?) il Presidente del Rugby San Donà, il quale aveva sempre dato notizie solo positive. Poi silenzio.

Insomma tutto questo silenzio, cari dirigenti di club e federali, è davvero brutto. Ve lo hanno mai detto che il rugby non è una vostra proprietà privata? Il Top12 non è un condominio e neanche una serie di villette a schiera, non è un appartamento in un grattacielo, proprio no, ma neanche un centro sociale occupato. Da voi.

E’ il massimo campionato italiano del nostro sport, è una cosa bellissima a prescindere da tutti gli sproloqui che fate e che si fanno (anche qui) parlandone, è il nostro rugby. Cosa abbiamo di più importante? Tutti insieme.  

Ma se lo volete trattare come un condominio qualsiasi allora ecco qui: vendesi campionato.