Il giovane Matteo Minozzi, classe ’96, grande promessa del rugby italiano, in questo momento al palo per il recupero di un infortunio,  il prossimo anno non giocherà in Italia. Ha firmato è sarà uno degli Wasps, in Premiership, si mischierà insomma con il rugby di Sua Maestà. La notizia è stata data sui media ialiani come fosse una vittoria, come se il nostro telentino avesse trovato un posto in paradiso, una cosa tipo “ah che bello ce l’abbiamo fatta!“. I conti non tornano.

In teoria nelle stanze federali ieri, saputa questa notizia, ci deve essere stato un gran trambusto anzi, scusate il termine, un gran “casino”.  Altri giocatori quando sono andati a giocare all’estero sono stati apostrofati pesantemente dal gotha federale, qualcuno ha perso (per un po’) anche il posto in Nazionale, insomma secondo i Federali, a partire dal Grande Capo (Ascione) il paradiso è quaggiù, senza andare lassù, si chiama Zebre, esattamente il club dove attualmente milita Minozzi .

Le Zebre sono il top del nostro milionario intervento federale in Pro14, insomma non vi si sta a spiegare daccapo il perchè la federazione investe oltre 10 milioni all’anno nei due team di Pro14, in tutti i casi il Minozzi che va alle Vespe in Inghilterra non dovrebbe essere contemplato nella cosa.

Eppure Matteo Minozzi ha esattamente tutto il miglior pedigree federale, il top del top del super-top: arriva da Padova (dalla sponda “giusta“, lasciatemi dire), ha fatto Accademia con tanto di asterisco, ha giocato con Accademia FIR, ha vinto uno scudetto a Calvisano ed ha giocato solo 15 partite alle Zebre, nemmeno un campionato intero e adesso si prepara per gli Wasps?

Da queste parti non si ha nulla in contrario sul fatto che i nostri italiani anche se Azzurri vadano a giocare dove vogliano, fra i tanti motivi c’è il fatto che da queste parti non si pensa che il progetto Pro14 sia la soluzione per la nostra Nazionale. Però questo è il progetto federale e la coerenza imporrebbe che ieri qualcuno in bresciano stretto abbia chiamato il Matteo e gli abbia detto “El tròp tirà ‘l sa schìnca“. Insomma, dovrebbe esserci stata una dura telefonata e forse più, dovrebbero essere volati improperi, minacce ed altre cose del genere. Ricordate quanto è accaduto a …. .

Sarebbe invece terribile scoprire che il Minozzi ha chiesto il permesso di farlo e gli sia stato concesso. Non avrebbe alcun senso.

Comunque adesso è chiaro, le Zebre non sono il paradiso, il progetto Pro14 Zebre+Benetton per gli azzurri è solo ottimo purgatorio, infatti in una settimana scarsa abbiamo scoperto, per la modica cifra di 10 milioni all’anno in Pro14 più altri svariati milioni all’anno spesi per le Accademie: che non abbiamo un mediano di mischia e O’Shea ha chiamato un inglese di nonna italiana da Bristol, che il sostituto di Parisse è un sudafricano, che Minozzi gioisce e va agli Wasps.

E l’ultimo chiuda la porta. Sbammm.