Ma si dai, che queste cose qui ci fanno tenerezza, sono di più ma tre su tutte.

O’SHEA IL TENERONE  Vedere l’irlandese che racconta sempre lo stesso copione nel suo mai migliorato italiano (anche su questo 3 anni teneramente buttati via) ci richiama gli istinti più dolci della tenerezza. Ha detto Conor O’Shea in questi giorni presentando l’imminente Sei Nazioni:” Siamo migliorati e vogliamo dimostrarlo“. I Test match disastrosi sono dietro l’angolo,  3 anni di sconfitte, certo che tutti ci auguriamo di vincere ma “siamo migliorati” quando? fra Natale e Capodanno? E’ così che ci si rende conto che le posizioni “tecniche” di O’Shea sono come un film di Julia Roberts, non sai mai se piangere o ridere ma anche se piangi ti senti contento lo stesso. Una tenerezza infinita. “Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo , siamo e non siamo” ( Eraclito )

TENERA COMUNICAZIONE ETICA All’inizio dell’anno gli arbitri di Top12 scrivono una mail decisamente “pesante”alla  FIR per chiedere i soldi che gli sono da tempo dovuti. La cosa non rimane segretata, stampa e web rilanciano altrettanto pesantemente la cosa. Il trambusto è forte e la FIR il 18 gennaio li paga. Nella tenerissima confusione in cui versa la nostra Federazione, viste certe cose ci si comincia ad immaginare la gestione federale con carezzevole compassione, la spiegazione del fatto viene affidata personalmente al Responsabile Comunicazione e Media. Questi nel suo comunicato stampa si sente di doverci dire che “non c’è nessun rapporto causa-effetto fra pagamenti e lettera degli arbitri, i pagamenti sarebbero comunque avvenuti in tale arco di tempo“.  Insomma in quel momento era importante farci sapere non che gli arbitri erano stati finalmente pagati (con molti mesi di ritardo) ma che la loro lettera non c’entrava nulla. Non fa tenerezza una cosa così? Sembra il puntiglio di un bambino di tre anni, la coccola ad un orsetto senza un occhio, un tramonto su una zona industriale. “Strapazzami di coccole” diceva quel birbantone combina-guai di Topo Gigio.

IL CRONOMETRO DAGLI OCCHI DOLCI Nel match di Pro14 svoltosi a Belfast fra i locali  e la Benetton che gli irlandesi hanno potuto pareggiare solo all’ultimo secondo, pare ci sia stato un flirt inaspettato: quello fra il cronometro di gara ed il pareggio. La Benetton ha lamentato infatti che la partita sarebbe dovuta finire un minuto e mezzo prima e quindi non ci sarebbe stato il pareggio avversario. Così la stampa trevigiana racconta che il club biancoverde ha esposto un regolare reclamo al Pro14. La cosa è almeno commuovente. Siamo passati da prenderle-sode a vincerle-forse, a provare-a-vincerle-ma-siamo-distanti fino ad oggi, culmine della nuova organizzazione molto professional del club trevigiano, a contestare formalmente il cronometro. Una leggenda celtica delle acque sepolta dal suono di un’arpa non procurerebbe uguale tenerezza, il pensiero di un siffatto reclamo di Treviso ci procura la leggiadra armoniosità di uno svizzero con le lancette. “L’unico modo per liberarsi da una tentazione é cederle.” (O. Wilde)

Un tenerissimo saluto a tutti.