Eli Colin Snyman con la maglia Bulls

Tre nomi, uno in fila all’altro, l’ultimo è il più chiassoso. Sono i tre nomi che la Benetton Rugby ha messo sul piatto in queste ultime settimane.

Prima di tutto una segnalazione: ricordate i tempi in cui Vittorio Munari, Direttore Generale dei biancoverdi, si lamentava che, con la organizzazione federale che si dava la FIR per le sue “franchigie”, non era possibile fare mercato quando questo davvero si svolgeva ovvero a gennaio? Pare un secolo fa per Treviso, i primi nomi del 2019/2020 sono adesso già lì, pronti e serviti.

Vediamoli in fila, nelle sequenza in cui sono arrivati sulle nostre bacheche: Toa Halafihi, Eli Colin Snyman e niente meno che Ian Keatley.

Toa è un ball carrier ed è già entrato nel sistema Benetton in questi giorni, è un pesante neozelandese classe 1993 di Taranaki piaciuto agli Hurricanes, una terza linea che non fa sconti, un giovane ma non troppo.

Eli Colin Snyman è il giovane di turno, classe 1996 è una seconda linea nativo Zimbabwe ma piaciuto tanto in Sudafrica dove ha avuto soddisfazioni anche con maglie rappresentative nazionali ma soprattutto con i Blue Bulls che lo hanno cresciuto tecnicamente.

Il terzo è un irlandese super-conosciuto, il classico uomo di grande esperienza, Ian Keatley è un 1987, ha già una lunga storia da raccontare, viene dalla red Army di Munster, con questi 180 caps e 1247 punti che fanno di lui il secondo miglior marcatore nella storia del club dietro soltanto al mitico Ronan O’Gara, ed ha pure collezionato con la sua Nazionale 7 caps, messo a segno 37 punti e vinto un Sei Nazioni nel 2015. Punto ed a capo.

Il giovanissimo, il quasi giovane e quello che la sa lunga, una terza una seconda ed una apertura, un neozelandese, un “sudafricano”, un europeo irlandese titolato, un mix esplosivo fatto palesemente a tavolino. Il neozelandese è già a bordo, gli altri due saranno in casa per la prossima stagione.

Il messaggio che lancia il Club veneto al Pro14, alla prossima Challenge ed anche al nostro “sistema rugby” (oggi siamo generosi) è chiaro. Treviso è un Club che fa il Club, non è la succursale di accademie o della Nazionale, è un Club e vuole esprimere al meglio tutto il suo potenziale prima di tutto come tale. La Benetton non ci sta più a muoversi dentro un sistema evoluto, quello dei professionisti europei, giocando da semi-dilettante. Questo Club vuole vincere qualcosa, magari solo un paio di match in altri tempi impossibili o una qualificazione ad un turno successivo altrettanto chimera ma vuole segnare la sua presenza nel suo più immediato panorama. Questo fanno i Club.

Non sono certo questi tre nomi che ci fanno scrivere queste cose, il progetto della Benetton è evidente da tempo e, da quando si è svincolata da certi lacciuoli FIR, viene perseguito con una cosa ad altri sconosciuta in Italia: la programmazione. Questi tre nomi sono una parte visibile di questa programmazione (e non è ancora finita).

Halafihi, Snyman e niente meno che Ian Keatley. I tre nomi che ti fanno dire: adesso si va!