Lo spunto viene dal Petrarca che ieri ha esonerato uno dei suoi allenatori, Augusto Allori, Coach degli avanti, a riprova che chi è senza peccato scagli la prima pietra. La cosa è passata con tre righe di comunicato stampa in cui, più che un doloroso abbandono, la cosa viene un po’ vestita come un party fra amici. Fin qua nulla in più ci sovviene.

Capita però che Rugbymeet abbia deciso di non farsi gli affari suoi, ottima intuizione, ed abbia fatto un colpo di telefono al Petrarca chiedendo chi avrebbe sostituito l’Allori. Ha risposto il Direttore Generale Beppe Artuso il quale ha detto, testuali parole:Il reparto degli avanti sarà affidato a un trio di senatori..”.  L’antica Roma ha avuto un sussulto, dalla memoria dei tempi si sentivano arrivare urli che dicevano: noi correvamo solo con le bigheeee. Insomma al Petrarca i due “senatori” Rizzo e Santamaria cureranno la mischia mentre Saccardo la touche. Tutti e tre hanno esperienza da Coach ma il punto non è questo.

Chissà cosa ha messo in bocca al prestigioso DG petrarchino l’appellativo di “senatori” per i tre nuovi Coach (Allori ne vale così tanti!)  della mischia: una svista, una mancanza di familiarità con le cucine mediatiche, una ammissione di colpa, una descrizione puntuale dello spogliatoio di Marcato & Co? Non lo sappiamo ma abbiamo la mezza convinzione che Artuso ci direbbe che i sospettosi si girino dall’altra parte e si facciano gli spogliatoi propri.

La questione dei “senatori” ritorna così sullo scenario del nostro rubgy. L’evidenza che in una squadra del nostro sport certe “differenze” di esperienza pesano forse anche oltre il dovuto è cosa che si è spesso dibattuta.

La Nazionale è il centro della “senatorialità”, recentemente smorzata dalle convocazioni di O’Shea ma forse soprattutto dalla fine di un ciclo, il fattore in questione ha pesato sempre tanto nelle scelte degli stessi Coach. Bergamasco e Castrogiovanni gli ultlimi più prestigiosi fra gli Azzurri mentre Capitan-Senatore Parisse è ancora in arruolamento.

Il “senatore” pesa fino a far cambiare un allenatore o comunque a metterlo in seria difficoltà? Ricordare il recente scontro a Rovigo fra Head Coach ed il senatore-tallonatore  è solo un esempio ma ce ne sono molti altri. Sembra quasi che se il peso del “senatore” non è automaticamente spostato sulla bilancia dell’allenatore la cosa potrebbe avere risvolti non belli.

Allora il “senatore” è una figura da comprimere o da eliminare nel nostro sport? La risposta ha mille risvolti ma negare l’esperienza sportiva, la maturità umana e la stessa capacità tecnica di tenuta in campo è una sciocchezza che da queste parti non fa audience. Qui stiamo dalla parte del vero e quindi della “senatorialità”.

Quale potrebbe essere allora la positività senatoriale? Questa figura è solo positiva quando incarna i Valori del suo sport e del suo Club, quando capisce davvero cosa c’è oltre di se, quando corre accanto ai giovani insieme ai loro ma anche ai suoi limiti. Questo accade nella maggioranza dei casi. Questi sono i senatori indispensabili al nostro rubgy.