Era il caso di toglierselo perchè questi qui sono andati davvero forte ed allora… tanto di cappello:

ALL’ARBITRO IAN TEMPEST che ha rifilato senza tanti calcoli di convenienza o altra metratura anti-sportiva 4 cartellini in 20 minuti al Bath nel 12° turno del campionato inglese, la Premiership. Sulle prime, letta la notizia, ci si è catapultati sul video della partita per vedere se e come erano stati assegnati questi cartellini, che hanno lasciato il Bath in 11 uomini in campo, ma si è dovuto presto constatare che il regolamento dice proprio quello che ha fatto Tempest. Una lezione per ogni categoria del nostro sport, incluso per chi scrive il regolamento e che negli ultimi anni si è messo ad aggiungere righe su righe e poi ancora righe e poi ancora.. . Senza tanti calcoli questo arbitro ha fischiato quello che ha visto ed agito di conseguenza. Tanto di cappello all’arbitro inglese che si è procurato di ricordarci che l’arbitro fischia i falli e non “gestisce ” il match” o, di più, che se un arbitro non sa fare la prima cosa non può certamente fare la seconda. Bravò.

AL CAPITANO DEL SUDAFRICA KOLISI, tanto di cappello anche a lui che, uomo di colore, a proposito delle “quote nere”, ovvero delle quote recentemente introdotte che destinano a giocatori di colore una percentuale fissa nelle squadre di rugby del Sudafrica, ha detto a tutti che Mandela non avrebbe supportato il sistema delle quote nere. Un gesto complesso e molto coraggioso il suo che avrà scontentato (ma anche il contrario) in pari modo bianchi e neri segnando però una traccia a favore dello sport e della vera integrazione. Ognuno la può pensare come vuole ma è indubitabile che Siya Kolisi, capitano nero degli Springboks, con questa dichiarazione abbia ancora una volta messo il rugby al servizio della pace nel suo paese. Come fece Mandela. Invictus.

A MARC ANTOINE RALLIER per il suo gesto sportivo. Lui ha 30 anni ed  è tallonatore del Castres ma l’intercetto con 60 metri di corsa e meta finale che ha messo a segno nell’ultimo turno di Top14 è un esempio di dedizione e convinzione. Tanto di cappello perchè è una bella meta ma sopratuttto perchè la sua testardaggine nel provare il gesto e nel perseguire il massimo obiettivo interpretano bene il nostro sport più di tante “stelle e stelline” che cominciano a vedersi in giro. Qui sotto il video della meta di Rallier.

2 Comments to: TANTO DI CAPPELLO A…

  1. gabriele

    gennaio 11th, 2019

    bravo Stefano, “TANTO DI CAPPELLO A…” dovrebbe diventare una rubrica.

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    • gennaio 11th, 2019

      Grazie. L’intenzione è proprio che diventi la rubrica del venerdi. Vedremo se c’è materiale interessante….
      Un saluto a te

      Rispondi

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