Si sono dati appuntamento fra di loro, dopo la partita di campionato, qualche settimana fa, sono gli arbitri del nostro Top12,. il massimo livello del nostro sistema arbitrale che non ce la fa più ad andare avanti. Si sono trovati da soli, coordinati autonomamente, si sono telefonati, hanno incrociato whatsapp, spostato appuntamenti e chi non aveva alcun match da dirigere ha preso la sua auto e ci è andato direttamente. Si sono trovati fra di loro, lontani da occhi indiscreti, privatamente, diversi nelle ambizioni e nel carattere ma tutti diversamente uguali l’uno all’altro perchè tutti arbitri di rugby, si sono trovati tutti, insieme. Anche loro hanno in testa la parola “sostegno”. 

Avranno parlato della loro situazione, dell’abbandono in cui versa la loro categoria, delle difficoltà ad andare in campo nel fine settimana con il clima sempre più pesante che gira nel rugby italiano, si saranno raccontati anedotti e magari anche “di quella volta che.. ma dai anche tu ti ricordi?” . Se tutto questo è accaduto non si sa ma è impossibile dubitarne troppo. Di una cosa da queste parti si è certi: questi arbitri, gli arbitri del Top12, arrivati al limite della sopportazione hanno preso la penna ed hanno scritto alla Commissione Arbitri del Rugby (Cnar) presso la FIR. Hanno scritto ed hanno firmato. Tutti.

Hanno scritto dei loro rimborsi spese che non sono stati pagati, che sono pendenti da tanto tempo, troppo, perchè alcuni di loro hanno già anticipato € 3.000 altri fino a € 6.000. Esigono il pagamento, inoltre chiedono di non pagare le tasse sulle spese vive, perchè la arguta macchina federale ha fatto in modo che sia assurdamente così, chiedono di poter usare le normali tecniche digitali (una semplice mail) per spedire le loro note spese, anche questo recentemente negato loro dalla FIR.

Gli arbitri di Top12 si sono trovati ed hanno scritto che vogliono ricevere i rimborsi spese a loro dovuti. Si, proprio quei rimborsi spese che il Presidente Federale ha tempo fa garantito che “è tutto a posto”. Proprio quelli.

Perchè i dirigenti da strapazzo non solo si dimenticano che dietro certe spese c’è una prestazione ed un obbligo di pagamento della stessa, non solo si dimenticano che dietro quella prestazione c’è una garanzia di prosecuzione del proprio sport perchè senza arbitri non si va in campo, non solo si dimenticano che dietro il proprio sport c’è una conclamata serie di Valori e fra questi il rispetto e la fiducia reciproca, ma si dimenticano anche che dietro tutto questo ci sono persone e famiglie.

E’ troppo sdolcinata se messa giù così? Ma è la realtà. Non vi piace perchè non è abbastanza politica? Ma forse trovandosi tutti insieme quegli arbitri (per ora) non volevano nulla di “politico”, a questa scelta va portato rispetto.

Magari però sta a tutti noi dire bene il perchè quegli arbitri si sono trovati. Dare l’interpretazione corretta del perchè accade tutto questo. Diamo un colpo d’ali e voliamo con la fantasia? Chissà, magari ci capita di planare sulla realtà.

Perchè se questi arbitri si trovano tutti insieme per chiedere queste cose così ovvie è perchè nessun altro vuole rappresentarli. Hanno scritto al Cnar ma sanno che è solo il primo passaggio d’obbligo, sanno che Il Cnar ed il suo Presidente Dordolo non contano nulla ma, soprattutto, non vogliono contare nulla. Quelli del Cnar sono i signori “signorsì“. Qualsiasi cosa la FIR faccia agli arbitri, degli arbitri, il Cnar, in testa il suo Presidente, evidentemente dicono solo “si”. Anche quando qualcuno fa finta di aver pagato i rimborsi spese.

Chiusi in una ruck di ferro i “signorsì” si coprono con federalissime prime linee, mandano designazioni che chissà se scrivono sempre loro, convocano riunioni in cui espongono direttive scritte troppo spesso solo da altri, tacciono tutto il resto. Fischia e taci!

Poi una riunione fra colleghi. Controruck.