La Befana è arrivata carica di carbone per due indiscutibili del massimo campionato italiano.

San Donà solo un mese fa, dopo le vittorie con Medicei e Fiamme Oro, aveva fatto fare un pensierino a più di qualcuno, quando però davanti le si sono parate due squadre con tanta ambizione, tanta spinta ed alta motivazione, prima il Valsugana in lotta per non retrocedere e poi Rovigo per tornare in alto, lo schianto di quelli del Piave è stato palese e tecnicamente insindacabile. Buio. 

Viadana è alla quarta sconfitta consecutiva, due sono maturate con Calvisano e Rovigo nel momento però della loro minor forma, e due con le ultime della classifica, prima Valsugana ed ora Verona. Quello che stupisce dei gialloneri è la discontinuità nel corso nel match, l’eccessivo peso che hanno i cambi (anche in positivo) e la ricerca di velocità di gioco che si dimostra troppo sterile in termine di avanzamento. Fantasmi.

Insomma lasciate stare i numeri della classifica, per quel che si è visto in campo e per come entrambe hanno perso con le ultime, il Viadana nel girone di andata ha perso con Lazio, Valsugana e Verona, San Donà ha vinto solo con Verona, i veneti di Green ed i mantovani di Frati sono a tutti gli effetti con le mani ed i piedi in zona retrocessione. Il calendario però è dispettoso e nella prossima giornata, la n° 12 del campionato che si giocherà il 26 gennario, si legge proprio San Donà Vs Viadana. Chi resterà alla mercè del fondo classifica?

Quella fra Verona e Viadana è stata una partita spezzettata, quelle volte che si è accesa ha fatto vedere anche delle belle progressioni ma più passavano i minuti più era chiaro ad entrambe che la posta in gioco era sempre più alta. Si sono visti due team che giocano in maniera opposta: Verona quasi tutta di mischia che si muove in un  raggio di 15 metri e Viadana invece che apre al largo e tenta le penetrazioni dei centri. Due mondi a confronto. Alla fine vince Verona perchè la mischia funziona troppo bene e decisamente meglio di quella avversaria, perchè ruba qualche rimessa e ci crede immensamente di più sfoderando un altissimo livello di aggressività che diventa una difesa appassionante e difficile da scavalcare. Viadana pecca di “tranquillità” nella prima frazione e di nervosismo nella seconda e questo è un brutto campanello di allarme. Nelle fila del Verona un “ok” a tutta la “prima” ma un applauso speciale va a Buondonno e Soffiato, nel Viadana Apperley e Menon si fanno vedere bene.

A Padova le Fiamme Oro si portano la poltrona ed alcuni si accomodano pure; manca di vitalità, mordente e motivazione la squadra di Guidi. Non è la prima volta. Quindi tocca ricordare loro che per giocare a rugby non basta spingere o buttare lì il tecnicismo giusto, questo sport ha bisogno di qualcosa di più. Arrivati al giro di boa e viste in diretta perdere un match che potevano magari perdere lo stesso ma in maniera molto diversa, si può dire che le Fiamme Oro hanno due problemi: la poltrona di cui sopra ed il caso Amenta. Le due cose messe insieme pare siano davvero esplosive.

Il Petrarca gioca contro i poliziotti cosciente dei suoi attuali limiti. Mette giù una mischia sufficiente, una touche buona ed una gran capacità di manovra multifase scevra di errori, un gioco al largo dinamico e bello. Il livello tecnico dei petrarchini è molto alto, skill molto buoni, la meta è un miraggio se si considera la mole di gioco. Buono in difesa, scarico in attacco il gruppo di Marcato fa un baluardo fra la seconda e la terza con un Trotta in gran spolvero che fa tanto bene tanto lavoro oscuro (roba davvero al top che però difficilmente prende il MOM) ed il duo Saccardo-Conforti che fa grandi cose, dietro il piede di Mennitti Ippolito fa il resto. Tommaso Coppo sopra tutti è il vero Man of the match non solo per i punti che porta a casa ma per la affidabilità in difesa e la capacità di muoversi nel campo a caccia di soprese (per gli altri): ottimo. Le Fiamme Oro fanno davvero paura solo quando la palla va a Bacchetti che ha un’altra convinzione, anche Zago fa bene il suo. Le Fiamme Oro quando nel secondo tempo gli avversari si spengono visibilmente si lasciano a loro volta andare, trovano le mete ma non fanno mai davvero paura. A qualcuno oggi dovranno pur spiegarlo.

Il Valorugby non supera la grande prova, cede con il Calvisano, il finale gli porta il punto di bonus.

Delineate le prime quattro posizioni di classifica l’assetto però è meno stabile di quel che si potrebbe pensare, fra quelle quattro lassù girano diverse incertezze. Se qualcuno dietro se la gioca davvero forse sono i Medicei che a tre minuti dalla fine piazzano una meta nell’angolino buio del campo che li fa superare il Mogliano dopo una partita densa di errori e di raggruppamenti d’altri tempi.

Il Petrarca è Campione d’inverno. Arriva all’ultima di andata con 100 punti in meno segnati sul campo rispetto ai suoi diretti avversari ma anche con una sconfitta in meno, con pochi punti di bonus ma un assetto tecnico più convincente degli altri. L’andata dei Campioni d’Italia è stata più sofferta di quanto non faccia sembrare la posizione di classifica e questo, oltre a far risaltare le capacità ed il livello della rosa nel suo complesso, può solo far bene in vista dell’approccio alla seconda parte del Campionato. Corrado Covi ci sta lavorando.