Il Capodanno del Valorugby meriterà un brindisi in più, farlo da capo-classifica è cosa che a Reggio Emilia pochi si potevano aspettare ad inzio stagione. Diventare “campioni d’Inverno” per i ragazzi di Manghi è cosa che sta giusto lì davanti, ad un passo, ma quel passo lo devono fare niente popò di meno che a Calvisano per l’ultima giornata del girone di andata, se passa lì il Valorugby allora può fare pensieri solidi, il suo campionato si decide in buona parte in terra bresciana nei giorni della Befana.

La vera novità, ci permettano i permalosi, non è però questa salita in cima alla classifica e neanche la sconfitta del Petrarca. Partiamo allora da quest’ultima. I Medicei messi in campo da Presutti sono stati determinati, come sempre, e, salvo qualche pasticcio di troppo, molto duri in difesa e concreti nelle fasi statiche; è questa la ricetta che mette KO gli uomini di Marcato. Questi ultimi non riescono a raccogliere dalla fortuna, come già accaduto, il rimedio a certi pesi che si erano già visti parecchie volte in passato. Perchè il Petrarca è sicuramente la prima difesa del campionato ma, se contasse l’attacco ed i punti fatti, in classifica sarebbe settimo. A proposito di permalosi, Marcato se ne faccia una ragione: la rosa sarà pure decimata ma il problema viene da prima.

La vera novità di questa giornata è il “rassemblement” che si crea subito dietro le prime due. A pari punti, quota 34, sono schierate “le tre favorite” da settimane impegnate nella risalita di una china sempre più difficile. Il rassemblement ha dentro di se il Calvisano che tenta di tornare “inesorabile”, il Rovigo che tenta di tornare e le Fiamme Oro, eterne promesse mancate, che provano a starci.

Delle tre di cui sopra quella che convince di più è senz’altro il Calvisano non fosse altro perchè del gialloneri è abbastanza chiaro dove sta il problema. Per le altre due invece vige la presunzione di presunzione (Rovigo) ed il mistero della Caserma comoda (Fiamme Oro), quest’aultimo si avvicina non solo nel titolo ad un giallo di Agatha Christie.

Dietro le prime cinque c’è la zona di comfort che comprende oltre ai vittoriosi Medicei altre due che anche questo turno ci hanno provato fino in fondo, Viadana e Mogliano. Dietro a loro c’è il baratro.

Prenderne 61 in Top12 è una cosa che non si vorrebbe vedere. Ne faremmo volentieri a meno. Verona deve fare qualche conto in più con la categoria rispetto a quelli che aveva recentemente fatto dopo aver sbagliato quelli di inizio anno. Il baratro dei 61 punti subiti parla la lingua di un recente cambio in panchina, di una strigliata in spogliatoio e di una vittoria con i concorrenti per non retrocedere che andava almeno valorizzata. Se manca quest’ultima consapevolezza i problemi allora sono davvero troppi.

San Donà è ufficialmente candidata alla retrocessione. L’inconsistenza vista in campo nel match di giornata ha superato l’immaginabile. Quelli del Piave realizzano pure due mete ma solo su errori ed inerzie dell’avversario, nella realtà non tengono in mano il match per nemmeno trenta secondi. Sul lato sandonatese ruoli in campo stravolti, Enrico Bacchin mediano di apertura è solo uno dei pessimi sforzi di fantasia dei tecnici biancocelesti che sembrano comportarsi come il Top12 fosse un campo prova Under16. I frutti raccolti nella partita sono appunto il “nulla” che una cosa così brutta era da lungo tempo che non si vedeva. Il Valsugana tiene costantemente in mano il match, palese la crescita dalla prima giornata, molto buone le fasi statiche, quando corre ha qualche difficoltà, lo skill del “passaggio” è una cosa da vedere e rivedere in allenamento. Alla fine quelli di Padova non sono dei mostri ma comincinao ad avere qualcosa di più della buona volontà, lo si capisce dal legame che si sta creando fra i diversi reparti non più disuniti come ad inizio campiojnato. Per il match con San Donà sul lato Valsugana brilla la stella di Girardi, Pivetta e Roden fanno un gran match.

Il Top12 rimanda i suoi verdetti alla prima del 2019. Chi ha tempo non aspetti tempo.