Mauro Dordolo è l’attuale Presidente della Commissione Nazionale Arbitri, è colui che gestisce forse il patrimonio più importante per uno sport: le regole e la loro obiettività.

Di più di lui non possiamo dire, ha sempre negato un suo intervento pubblico, non risponde nemmeno al telefono, ha sempre schivato qualsiasi chiarimento o presa di posizione gli fosse richiesta dalla classe arbitrale o sulla classe arbitrale, ha rifiutato di parlare ad ARIA, l’associazione degli arbitri di rugby, insomma una funzione la sua esercitata nel più assoluto silenzio che a guardarlo così sembrerebbe una rara virtù.

Perchè ne parliamo oggi? Perchè due cose ce lo hanno ricordato in pochi giorni e ci hanno ricordato della sua presenza, ci testimoniano che lui esiste, due cose che ci rammentano delle sue responsabilità ed anche, a quanto pare, del suo immenso potere.

La prima è la lista degli arbitri che fischieranno il prossimo Sei Nazioni, l’ha annunciata World Rugby pochi giorni fa, non ci sarà nessun italiano con il fischietto, nessun italiano con la bandierina da guardalinee, nessun arbitro italiano nemmeno a fare il TMO. Nessuna partita avrà un arbitro italiano, a nessun livello. Un quadro desolante e per nulla annunciato, una sconfitta pesante per tutto il nostro movimento del rugby e per i nostri arbitri, per il Cnar che esce definitivamente dagli orizzonti dei fischietti internazionali. Di fronte a tutto questo, di fronte a questo pesante insuccesso il silenzio di Dordolo è ancora una virtù?

Perchè noi siamo certi che la voce lui ce l’ha, sappiamo ad esempio del suo “potere” interno alla FIR, della sua capacità di pesare davvero.

Ci viene in mano infatti una seconda cosa che dimostra che il Presidente del Cnar Dordolo è talmente importante e forte da potersi esprimere anche al di sopra delle regole (cosa che potrebbe non essere un merito per un arbitro ma di questi tempi evidentemente…).

Qualche settimane fa infatti su questo spazio web è stato sollevato il caso di un Coach (clicca anche qui per leggerlo) che, dal Giudice sportivo squalificato ed interdetto dalle attività federali, ha comunque partecipato ad una di queste contravvenendo al provvedimento per lui disposto dal Giudice. I corridoi raccontavano che il Coach in questione fosse stato autorizzato a partecipare alla riunione andando contro la sentenza del Giudice.

Per fare luce su quanto sopra da queste parti si era chiesto alla FIR spiegazioni che sono puntualmente arrivate. Scrive la FIR che a quell’allenatore:”è stato concesso di partecipare, nonostante l’interdizione in essere, su parere favorevole del Settore Tecnico e dei vertici del CNAr …”. Traducendo con nomi e cognomi sono Franco Ascione e Mauro Dordolo le persone che evidentemente hanno quel potere.

Lasciamo stare che quel Coach era stato sanzionato per reiterate offese all’arbitro, Mauro Dordolo lo avrà perdonato, evidentemente si può, magari era la prima volta (??) che quel Coach faceva quella brutta cosa e non lo farà più, ma un capo degli arbitri che può esercitare un parere (favorevole o negativo che sia) sull’intervento di un Giudice è quanto di più “potente” si sia mai visto.

Quindi questo Presidente del Cnar esiste, esprime pareri, ha poteri fino a ieri difficilmente immaginabili ma certo non sulle banali questioni dei rimborsi spese degli arbitri, parla, non agli arbitri ma agli altri evidentemente si. Non ha risultati nel suo campo specifico di applicazione dove raccoglie bocciature ma, evidentemente, stiamo noi sbagliando campo.

Ci viene in mente che un Presidente del Cnar di questa portata forse dovrebbe ambire a livelli superiori e lasciar perdere lo scalcagnato mondo degli arbitri italiani del rugby.