Il match clou di fondo classifica Verona vs Valsugana si gioca totalmente sugli errori.  Quando a due minuti dalla fine un Verona assolutamente prevalente si carica in spalla con “merito” due gialli ed un rosso (da gente esperta come Zanini, Bernini, Delfino) e se la gioca in dodici contro il quindici padovano, ci pensa il Valsugana a collezionare gli ultimi errori sbagliando tutto: dal calcio alla tattica di gioco (giocare sullo stretto con gli avanti in superiorità di 3 !) fino all’ultimo “avanti”.

Verona porta a casa punti meritati per quello che si è visto in campo, maggior volume di gioco, touche più sicura, possesso e dinamismo a favore ma si porta a casa anche una sana riflessione sul signficato in campo di certi “senatori” (Cittadini ampliamente insufficiente) e di certi stranieri (Groenewald, perchè?).

C’è del buono in casa antracite, il solito Mortali convince, bene Furia, una roccia solida Mountariol, Conor Gaston gran Man of the Match. Il Vasugana deve ripartire da lontano, la prevalenza in mischia non ha fruttato, scarse le corse, troppi errori personali; Girardi e Pivetta sono comunque ottimi e migliori.

Dalla parte opposta della classifica l’altro match clou vede prevalere il Valorugby su un Petrarca che gioca il suo miglior match dall’inizio dell’anno. Anche qui c’è un cartellno di mezzo, rosso, giustamente estratto al minuto 30 del primo tempo a carico del tuttonero Borean per un fallo che ci piace definire, solo perchè siamo vicini al Natale, indecente (da tanti punti di vista).

La partita del Petrarca dal momento di quel rosso cambia, quelli di casa la prendono in mano e la mollano solo per concedere, in 5 minuti di palese stanchezza, le due ottime mete del Valorugby, quando questo si ricorda di giocare sulla superiorità. Perchè il risultato è giusto e meritato per quelli di Reggio che hanno tenuto il campo e dimostrato una ottima solidità ma anche una sostanziale sterilità davanti alla difesa petrarchina quando nei primi 25 minuti hanno quasi ininterrottamente mantenuto il possesso.

Valorugby che rientra in campo per un secondo tempo che percorre fermo sulle gambe, subendo la mischia avversaria, perdendo il gioco sui punti di incontro, rimanendo per quasi mezz’ora in svantaggio ed è solo un in-avanti dei petrarchini alla fine a salvarlo, a pochi metri dalla propria linea di meta, dalla capitolazione. I punti per i ragazzi di Manghi sono arrivati ma l’esame non è stato superato. Amenta in campo è il “top”, ottimi inserimenti di Ngaluafe e un po’ di sicurezza arriva da Du Plessis.

Petrarca che gioca paradossalmente il suo miglior match, vincente anche in mischia dove i problemi in passato erano stati evidenti, conquista il pallone e riparte con sicurezza, difende molto bene (fino a quando può), qualche fallo di troppo e le touche che non fruttano. Ottimi Saccardo, Cugini e Mancini Parri, Coppo fa strada ed è già un osservato speciale.

Match clou e leggerezze: cartellini (sacrosanti) che volano sopra il capo di giocatori Top (o almeno in quella categoria giocano) che decidono di contare di più del super match che si stanno giocando, personalismi ed ingenuità cucite su spalle che hanno già visto un sacco di rugby. Padova capitale degli errori di giornata, due falli in-avanti che scrivono due partite, leggerezze tecniche che non sono TOP ma che, al di là di queste due, descrivono quasi tutti i mach che si vedono in questo Top12.

Ecco raccontata, per furor della sorte, in una sola giornata, la nona (“corale”, come quella di Beethoven), la sempre più insostenibile leggerezza di un campionato che, se non ve ne siete accorti, ha gli spalti sempre più vuoti. Forse settecento persone al centro petrarchino per vedere il match fra prima e seconda in classifica, una cosa che preoccupa quelli che al rugby italiano ci tengono davvero.

Poi c’è Viadana che si fa sbancare e forse firma la sua propensione verso il basso ed il San Donà che pianta i piedi e ferma le Fiamme Oro in un match da pochi punti e tanta passione. Su quelli del Piave dovremo ritornare perchè è troppo facile per loro cucire una impresa o prendere una bastosta. Lunatici.

Ultima segnalazione. L’arbitro Mitrea, internazionale e di gran valore, al quale di solito vengono assegnati incontri di cartello, non viene designato per il match fra la prima contro la seconda e tanto meno per il match salvezza ma per un match di mezza classifica,  Mogliano Vs Calvisano: si vede che il Padrone ha urlato forte.

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