La prima volta del Valsugana merita titolo e plauso. Nel primo tempo i punti nel secondo una difesa durissima dettata anche da una forza di volontà inesauribile ed i biancocelesti di Padova portano a casa la prima vittoria del club nella massima categoria. Un pezzo di storia per loro.

La crescita dei padovani si era già vista nelle giornate precedenti e quelli di Polla Roux non hanno dovuto mettere in campo molto di più se non la capacità di assorbire gli attacchi avversari specialmente sul punto di incontro. Molto bene in campo Beraldin e Pivetta, Roden è di un’altra categoria e fa davvero la differenza. Il Valsugana rosicchia la posizione in classifica al Verona: i giochi sono ancora apertissimi.

Rovigo vince e fa il bonus, ma quanta fatica. Calvisano è squadra solida e ben piazzata, mischia potente ma che non trova alla sua prevalenza uno sbocco nel gioco, i gialloneri finiscono con il soffrire la mobilità rodigina, la gestione dello spazio e quel minimo di ordine che quelli di Casellato mettono in campo questa volta. E’ il cartellino rosso a Fischetti che inguaia il Calvisano? Quel cartellino ci stava perchè il regolamento non dice che per estrarlo sia necessario, di fronte ad un pericoloso ribaltamento come quello fatto dal giocatore giallonero, il placcato vada in fin di vita. Dispiace Coach Brunello, che è intervenuto sul caso, non si ricordi qualcosa di simile accaduto a suo favore tempo fa.

Attenzione a questo Calvisano! La squadra è in palese difficoltà ed ha perso 4 partite su 8 ma quello che si è visto in campo in tutto questo inizio di campionato è ben di più di quello che c’è in classifica. Questa squadra ha ancora molto da dire inclusa la lotta finale per il titolo. Hanno qualità e capacità per farlo.

Il Mogliano è mezzo. Fa tanta impressione la potenza della sua mischia, assolutamente prevalente in quasi tutto il match con il Petrarca, così come la sua incapacità a chiudere gli attacchi dei trequarti avversari che al largo fanno il bello e cattivo tempo. Partita scandita dai petrarchini ma Mogliano che declina bene le uscite sugli spazi salvo poi inciampare su errori di “altra categoria”. Al Top il trio biancoblù Michelini-Ferrari-Buonfiglio, “buona la prima (linea)” anzi … buonissima, poi il solito ottimo Guarducci. Per il Petrarca Riera è un mago e poi ci sono Ragusi e Trotta.

Il San Donà passa all’ultimo secondo con una meta di Ros, partita al cardiopalma e qualche grattacapo in più per Presutti che non trova la vittoria con una diretta concorrente.

Sono troppi, suona male anche solo dirlo ma “sono troppi” i punti che Fiamme Oro e Valorugby piazzano facilmente sul groppone di Lazio e Verona. Questi ultimi terminano il primo tempo con un passivo di 49-0 e segnano i primi punti sul 56-0. Anche la Lazio molla il punto e chiude il primo tempo sul 40-3.

Qualcuno dirà che “il rugby è fatto così”, non è vero e, in teoria, non  dovrebbero  essere a dirlo gli stessi che, in FIR,  cercano in questo campionato preparazione tecnica e competitività. In Federazione fanno e dicono tutto e tutto il suo contrario. Non è sano.

Allora pochi match tutti di alto livello o tanti che poi vadano anche a catafascio? La scelta è stata fatta un anno fa con l’allargamento a 12 squadre di questa ex-Eccellenza adesso Top12.

Il risultato delle 12 squadre per ora è stato di allungare nella fascia bassa del campionato il numero di contendenti aumentando fra loro i match a punto ma abbassando il livello generale di gioco. La Direzione Tecnica della FIR ha fatto quella scelta per aumentare il potenziale minutaggio degli Accademici (unico vero interesse che la FIR ripone nel Top12) ma per la qualità di quel minutaggio si sono dimenticati di approfondire. Riferendosi poi alla Accademia in relazione al Top12, il posizionamento degli Accademici nelle singole Società è un argomento che sta a cuore a diversi Head Coach nel massimo campionato. Punto.

C’è una cosa però che è nata in Top12 questa settimana, il suo livello sembra più dentro la dimensione spazio-tempo di Star Trek ed è la richiesta del cronometrista per la misurazione del tempo effettivo di gioco, cosa che ieri ha attanagliato le menti di Spock , Uhura, del Capitano Kirk e della coppia Brunello & Casellato.

Il Coach del Calvisano a fronte di certe incomprensioni sul tempo di gioco del suo match ha richiesto la FIR si faccia carico della figura di cui sopra per la misurazione del tempo di gioco. Casellato ha fatto capire che se lo chiede Calvisano allora è possibile si faccia (chissà cosa intendeva per “vicinanza alla FIR” della società bresciana) ed ha appoggiato.

Il cronometrista! Una escalation di perfezionismo in un ambiente ad altissima imperfezione è un esercizio di stile (deludente) roba da mandare in visibilio Deltani, Tiburoniani, Nativi di Antos e Orioniani ma di questa richiesta la cosa positiva è che è stata fatta, da qualche parte bisogna pur cominciare, di silenzi ne abbiamo piene le tasche. La strada è lunga, buona fortuna al Top12.