Così il Top12, arrivato alla sesta giornata comincia a tirare certe somme, qualche team ha dato per ora risultati sotto le aspettative altri meglio e così alcuni media locali o sul web parlano l’altra lingua, quella pallatondara, e si chiedono: questo allenatore mangerà il panettone? 

Da queste parti non si condivide nè il metodo nè la terminologia di cui sopra, se presa seriamente, ma su questo nostro rugby qui piace anche scherzarci su, in fondo è un gioco, un bellissimo divertimento e così…cambiamo la logica di cotanta insulsa domanda in: quale e quanto panettone diamo ad ogni singolo Head Coach di Top12? Così è più ovale.

 E’ vero che siamo solo alla sesta giornata di campionato e che il panettone sarà servito, per chi se lo merita, solo dopo la decima giornata del 22 dicembre ma intanto…. vediamo un po’. Seguiamo la classifica di Top12 e si parte con la capolista.

ANDREA MARCATO (Argos Petrarca Rugby) La forma del suo Petrarca non è certo al Top, gioco a tratti preoccupante, bella difesa ma attacco da mezza classifica. Marcato ha messo in piedi una macchina che non convince ma che vince. Questo conta ma a lungo non basta. Così, per recuperare la forma si prescrive dieta stretta: solo una fetta di panettone, di alta qualità ed originale ma senza esagerare. 

GIANLUCA GUIDI (Fiamme Oro) Non belli da vedere ma duri da battere. Guidi raccoglie il lavoro dell’anno trascorso e le sue Fiamme sembrano fin qui avere più “testa” che in passato. Difesa ancora leggera e qualche rifinitura sugli skill che non guasterebbe ma il prodotto ad oggi è invidiabile soprattutto in seconda e terza. Panettone al rhum per vivacizzare l’ambiente. 

MASSIMO BRUNELLO (Kawasaky Robot Calvisano) Non sempre è bello cio che è bello ma che bello questo team di giovanotti! Persa la ricetta dello schiacciasassi Brunello si arrangia con l’esperienza ma in campo la sua squdra comunque diverte e piace. Perso il peso della  mischia. Panettone glassato senza canditi ma anche una tazza di ginseng dopo tutti i pasti.

ROBERTO MANGHI (Valorugby) A guardare in campo il gruppo di reggio Emilia il suo gran successo sembra posarsi più sull’allenamento degli skill che non su certe formule magiche fatte a X. Concretezza sul punto d’incontro e difesa arcigna. Questo Coach si merita un bel panettone basso e classico ma siccome lui vorrebbe la “spongata” gli diamo un pandoro così non si culla sugli allori.

ANDREA CAVINATO (Mogliano Rugby) Squadra più potente che agile, bel gioco, qualche skill in evidenza, la mano del Coach regala al Mogliano una posizione di classifica che mai si sarebbero sognati due mesi fa. Molto bene soprattutto perchè ha prospettiva e giovani talenti in crescita. Per il Coach allora panettone gran lusso con le uvette e cioccolata anche se, sentendo come fa di solito, lui lo userà per tirarlo dietro a qualcuno.

FILIPPO FRATI (Rugby Viadana) In mezzo al guado, così sembra essere il Viadana di Frati. A volte ferraginoso, a volte sciolto e snello, a tratti bello a tratti inguardabile. Difficili da decifrare i gialloneri, forse la questione sta nel mezzo (come la classifica) ed è lì che forse  bisogna prendersi qualche rischio in più. Per risvegliare la fantasia al Frati un panettone a sorpresa e, chi lo sa, non gli dica qual’è fino al 22 dicembre. Solo quel giorno lo pesiamo: il panettone. E non solo. 

UMBERTO CASELLATO (Rugby Rovigo) Sta cambiando pelle al suo Rovigo che adesso gioca anche, udite udite, palla in mano e gambe levate! Nel frattempo che imparano i suoi ragazzi perdono colpi (e punti in classifica). Ottime le prospettive, Rovigo è il team di Top12 in cui più si vede la mano del Coach. Ambiente difficile poco incline a consegnare panettoni a chi non vince, gliene consegnamo uno di nascosto a casa sua ma ssssttt. Con tutti. 

PASQUALE PRESUTTI (I Medicei) Il Presutti è celebre per il metodo oculato con cui prepara il singolo match. Quest’anno gli hanno cambiato troppo le carte in tavolo e la mischiata non rispetta il pronostico. I suoi Medicei sono ancora in rodaggio, li vedi giocare e ti piacciono ma il match successivo si perdono, a qualcuno in campo sembra mancare la fame. Per questo anche al bravo Head Coach tocca dare solo mezzo panettone. Però di quello buono.

DANIELE MONTELLA (Lazio Rugby) Dieci punti in classifica e due vittorie in saccoccia ma soprattutto il fatto che la Lazio di Montella è, a tratti, davvero bello vederla giocare. Raccoglie meno di quello che merita perchè pecca a volte in qualità ma è mediamente ben preparata su ogni reparto. Armonia in campo fra mischia e trequarti. Montella merita panettone, pandoro e una guardia del corpo perchè dietro l’angolo c’è qualcuno che glielo vuole portar via. 

CRAIG GREEN (Rugby San Donà) E’ tutto sbagliato tutto da rifare. Lo disse il famoso ciclista ma anche Green non scherza. Il suo San Donà gestisce scampoli di match al buio ed altri da primo della classe. Coordinato ma non troppo, San Donà vede il campo con più passione che qualità. Eppure quando quella mischia fa il suo…. . Panettone marrons glacés per lui che da fuori non si vede ma dentro c’è tanta bontà. 

ANTONIO ZANICHELLI (Verona Rugby) Una dozzina i nuovi arrivi in un club che l’altro ieri ha cambiato tutto e poco dopo la cena di inaugurazione è già arrivato in Top12. Il Coach ha un bel da fare per amalgamare un sacco di esperienze tanto diverse, compito davvero difficile. Più attenzione in difesa ed un po’ di mentalità vincente in più. Pandoro per lui, che gli piace giocare in casa. 

POLLA ROUX (Vasugana Rugby Padova) Il suo Valsugana ha un ottimo gioco da Serie A ma lascia spazi e ritmi agli avversari, che non si può … . I talenti ci sono e l’organizzazione di gioco anche, il resto verrà. Il Coach è apparentemente poco sensibile al panettone del prossimo Natale perchè ha il frigo ancora pieno della torta per i festeggiamenti della promozione in Top12 così gli consegnamo una fugassa per stimolarlo.

2 Comments to: HEAD COACH DI TOP12 ALLA PROVA DEL PANETTONE: UNO AD UNO

  1. rugbydinasty

    novembre 9th, 2018

    La “spongada” ero convinto fosse un dolce tipico della Valcamonica….

    Rispondi
    • novembre 9th, 2018

      Viva l’Italia, la spondaga sarà della Valcamonica ma la spongata (con la T) è un notissimo dolce emiliano.
      Un saluto a te

      Rispondi

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