Accadono cose delle quali si può fare a meno? Tutti i giorni, direte sicuramente tutti in coro. Anche il rugby non si sottrae alla regola che per diventare campioni del nulla ne abbiamo tutti una mezza vocazione. Ecco allora alcuni che sono riusciti, nel tempo più recente, a far diventare questa vocazione una realtà, o almeno così queste cose sono state viste da qua (a me la rima è piaciuta e ce la lascio).

MORELLI NON E’ PIU’ PRONTO E CAMBIA Giorgio Morelli, Presidente del Comitato abruzzese del rugby, ha fatto arrivare al mondo del rugby una sua densa missiva con la quale ci comunica che si dimette da “Pronti al Cambiamento”. Quest’ultima associazione, che rappresenta la “opposizione” interna nel movimento ovale italiano alla gestione di Alfredo Gavazzi, aveva visto poche settimane fa la spaccatura interna e le dimissioni del suo ex-leader Marzio Innocenti, Morelli lo ha seguito.

La questione non sono i contenuti che il Morelli ha iniettato nella sua pregevole e lunga lettera di dimissioni (una volta per fare una cosa così bastavano due righe) ma il fatto che abbia sentito la necessità di farlo sapere al mondo intero, come se facendolo si risolvessero un venti centimetri dei problemi del rugby. Di personalismo in personalismo il gruppo di “Pronti al Cambiamento” continua a parlare di se invece che del nostro sport ed i suoi transfughi pure. Questo è un problema perchè quel gruppo li è grande e se tutti quelli che se ne escono scrivono, come il Morelli, 5671 caratteri in 88 righe raggiungiamo la lunghezza della barba che ci fa generalmente il Presidente federale quando ci parla di rugby.

La saga delle cose inutili si arricchisce così di un fatto nuovo e dal fondo della sala si sente lo sfregare gioioso delle sue mani. Di chi?

ITALIA vs GEORGIA: IL GUAIO INUTILE Il Test Match che la nostra Nazionale gioca il 10 novembre a Firenze contro la Georgia ce lo siamo guadagnato tutto. Trattasi della partita più inutile della storia per noi italiani ma anche della più importante degli ultimi anni. Come abbiamo fatto a ficcarci in un ginepraio così lo sappiamo solo noi.

Infatti il calendario, ma sopratutto chi lo ha realizzato, vuole sapere se l’Italia, team di prima fascia ma al n° 14 nel Ranking di World Rugby, vale di più della Georgia, team di seconda fascia e che gode di minori favori rispetto alla Federazione azzurra ma che si trova da tempo sopra all’Italia nel suddetto Ranking ed adesso è in posizione n° 13.

In pratica se perdiamo ci rimettiamo le penne ma se vinciamo la nostra posizione politica/economica in World Rugby non cambia un gran che e, alla fine dei Test Match, salvo augurabili imprevisti con Australia ed All Blacks, forse nemmeno quella nel Ranking.

Una partita inutile per la nostra progressione ma vitale per la nostra progressione. Il “guaio inutile” in cui ci siamo ficcati è palese ed i comunicati stampa che ci raccontano di un O’Shea “positivo” contano nulla prima e dopo quel match.

Contro la Georgia conta solo vincere la partita più “inutile” di sempre.

C’E’ DEL RUGBY INUTILE IN GIRO PER IL MONDO Questo è argomento che da queste parti ci impegna parecchio e non poteva mancare nella saga delle prime cose inutili del momento. Infatti da World Rugby alle maggiori Federazioni mondiali tutti stanno scrivendo nuovi calendari per i prossimi anni, il tema è di farci stare dentro più partite che, in questo quadro, sono solo sinonimo di più soldi.

Così, tanto per fare degli esempi: World Rugby vuole tagliare i Test Match e farci un Campionatino quasi-mondiale tutti gli anni, la Federazione francese studia per le categorie inferiori altre soluzioni, quella inglese vuole cambiare il calendario di Premiership, quelli del Pacifico vogliono spazio fra le partite che contano, il Superugby vuole riaprirsi, il Pro14 vuol giocare in America e via così.

Alla fine quando tutti questi soggetti, e sono molti, hanno finito di farsi il calendarietto proprio, lo propongono agli altri che se ne vengono fuori con una serie di lamenti. “Se fai così uccidi il Sei Nazioni” dice uno, “Se fai così annulli The Championship” , dice un altro, “Il Tour dei Lions salta se fai così” un altro ancora e tante altre cose di questo tipo.

Si viene così a scoprire che in giro per il mondo c’è del rugby che avanza, cioè che è di troppo, rugby apparentemente inutile per gli scopi che tutti i Tizi di cui sopra si sono prefissati. Almeno così sembrerebbe. Quella che non avanza è la arruffona apparente cupidigia di qualcuno. Quella si davvero inutile.