Se c’è una cosa che è stata palese nella quarta giornata di Top12, la giornata dei risultati sgambesci, delle sorprese forti, dei numeri rovesciati, è stata la inadeguatezza di diversi inserimenti negli organici delle squadre.

Per questa volta ci si risparmia il titolone sul fatto che troppi match sono stati più simili alla categoria inferiore che alle aspettative di certi comunicati stampa pre-campioanto, vedremo se qualcosa di più potrà crescere, perchè così è davvero poco ma lo spazio c’è, tutti siamo ottimisti.

Ci si risparmia il titolone, si diceva, ma su altre due categorie una parola vale la pena intanto spenderla: gli stranieri e i giovanissimi inseriti nelle rose.

Una battuta veloce sugli stranieri. Ad oggi meno della metà dei team di Top12 possono dire di avere degli stranieri che incidono pesantemente sul proprio assetto tecnico e fra questi non c’è nemmeno chi sta nei piani alti della classifica e su quest’ultimo aspetto facciamoci un pensierino tutti insieme. Ci sono un paio di situazioni dove intorno agli stranieri (questi decisamente apprezzabili) c’è invece poco del resto. Pare generalmente evidente che ci sono degli investimenti che forse andrebbero ampliamente ripensati e, visto il tutto, incluso il livello tecnico delle partite osservato fino a qui, per il prossimo anno, se questo va avanti così, una restrizione al numero di stranieri si potrebbe anche dare.

La seconda categoria è quella dei giovani. Per la massima parte provenienti dalle varie scuole federali e dalla Under20 la maggior parte di loro ha dimostrato fin qui scarsissime capacità ma soprattutto basso livello tecnico personale. Sono rari i casi di inserimenti davvero positivi, al contrario in campo si sono visti degli errori da rugby amatoriale, da birra e salsiccia. Qualcuno potrà dire: ovvio che questi ragazzotti non aggungano nulla alla squadre. Ovvio perchè? Moltissimi di loro vestono già la maglia azzurra, hanno fatto il giro del mondo per qualche torneo internazionale e fanno da diversi anni dalla mattina alla sera solo rugby. Non faremo il nome di nessuno di loro, oggi, che le mamme stiano tranquille. La situazione però è davvero preoccupante.

Insomma, abbiamo degli stranieri non sempre all’altezza e dei giovanotti che sono ancora crudi. Giocano tutti nel campionato TOP, il Top12 come se non ne esistessero altri. Abbiamo una Serie A che aspetta a braccia aperte. Una rivisitata agli assetti Federali che alzi il livello del Top12 e includa nel percorso di certi giovanotti anche la Serie A allungherebbe le sorti del nostro rugby. Certi ragazzi arriverebbero in Top12 (altri no) meglio preparati almeno a livello personale.

La valorizzazione di un Campionato non passa per dei ragazzi o degli stranieri in prova e la valorizzazione dei nostri ragazzi non può passare per un campionato destrutturato.

Le prime quattro giornate si sono lasciate leggere soprattutto in questo senso, prendiamo il fiato ed aspettiamo che riparta. Forza rugby !