Joe Marler con la maglia della Rosa

Joe Marler che si ritira dalla Nazionale inglese ad un anno dal mondiale giapponese è un bel pezzo di rugby in mezzo a tanta altra roba che, certe volte, quella non la si sa nemmeno raccontare.

Marler ha 28 anni ed ha un particolarità, una decina di anni fa è entrato nella Accademia degli Harlequins ed ha sempre giocato solo per gli Harlequins. Marler è una bandiera del club arlecchino ed un tipo che quando fissa il punto lo fa con estrema serietà. Anche quando non è serio!

Marler lascia la Nazionale, con la quale è in forze dal 2012 ed ha realizzato quasi 60 caps, lo fa per “stare più vicino alla sua famiglia” perchè il rugby è la sua passione e la sua vita, dice “continuerò però a giocare con gli Harlequins“, ma quando è troppo è troppo.

E’ logico che in Inghilterra, dove il Coach della Nazionale Eddie Jones è sotto tiro per gli scarsi risultati e per i suoi metodi “duretti”, sulla scelta di Marler si è anche speculato. I titoli dei giornali inglesi sono stati a volte davvero perentori e Jones è entrato in causa immediatamente.

Lasciamo per oggi il caso del Jones e le sue beghe fuori dalla porta, guardiamo alla sola inequivocabile scelta di Marler. Perchè il giocatore inglese facendo questo passo ha detto molto, forse tutto.

Il professionismo a certe latitudini sta ferocemente spremendo i giocatori, ne sono consapevoli un po’ tutti quelli che si occupano di rugby, ne sono consapevoli i massimi dirigenti di World Rugby che stanno cercando di disegnare un nuovo calendario internazionale, ne sono consapevoli anche i famelici procuratori e tante altre categorie che vi si lascia elencare autonomamente. Tutti consapevoli ma nulla accade fino a che qualcuno dice “stop”.

Marler ama il rugby che è la sua vita, con la sua famiglia e ad altri eventuali personalissimi casi suoi, lui accetta di fare il prof di rugby ma conosce i suoi limiti. Forse dietro c’è poco altro.

La cosa interessante è che questo “stop” abbia dovuto dirlo direttamente lui. Coach, assistenti, manager, medici e tanti altri che gli girano intorno hanno pensato solo a girare la manovella?

Allora ci si chiede: Marler evidentemente si può permettere di dire uno “stop”? e se qualcuno non potesse farlo? …..fino a che si “rompe”?

One Comment to: IL SEGNALE DI MARLER

  1. serf

    settembre 28th, 2018

    I giocatori si rompono le ossa , perchè ?
    E’ inutile far finta di non vedere , il rugby attuale ha un grosso problema di doping , fisici da culturisti , pesi che vanno dai 100 kg in sù , scatti da centometristi , in gare da 80 minuti , bisogna essere obbiettivi non è possibile che ci siano tutti questi superman nel rugby .