Ci è venuto incontro il Rugby Rovigo ed Umberto Casellato per dare un piccolo esempio di cosa dovrebbe essere un campionato Top non solo di nome ma almeno un pochino  “di fatto”. Un sincero grazie fin d’ora e vediamo di che si parla.

Ieri pomeriggio l’Ufficio Stampa dei rossoblù ha diffuso alcune statistiche del Derby d’Italia n° 163 vinto dal Petrarca con il perentorio 16 -0 lo scorso fine settimana. E’ così che abbiamo toccato con mano cose viste ma soprattutto le abbiamo potute contare e si è avuta qualche indicazione in più, un divertimento per “addetti ai lavori”? Può darsi, anche, ma sicuramente un esempio di professionalità, da parte di Rovigo, e per tutti noi di maggior comprensione del rugby che si era visto in campo, una misurazione di quel rugby.

Così abbiamo avuto la conferma che il tempo effettivo di gioco del derby è stato di soli 25.49 minuti effettivi di gioco, quasi equamente diviso nei due tempi, il pack rossoblù è stato più preciso con ben 13 mischie vinte, di cui 7 con calcio a favore fischiato dal direttore di gara, contro le 6 dei tuttineri. Male la rimessa laterale rossoblù che hanno vinto 10 touche, di cui 7 però sporcate dagli avversari, e perse 4 a fronte delle 17 del Petrarca andate a buon fine e solo una sbagliata. Più penalità quindi per il Petrarca (14) contro le 9 di Rovigo.

 Qui sotto trovate il link per accedere alle altre tre tabelle fornite dal Rugby Rovigo.

Un campionato “Top” dovrebbe fornire alcuni fra questi dati ad ogni fine partita, magari renderli disponibili a tutti in un portale, alimentare così la questione tecnica e puntare prima di tutto sul rugby.

Fornire anche solo alcune statistiche riesce a umanizzare il gioco più di quanto si pensi, rende coscienti dello sforzo compiuto, regala agli appassionati la possibilità di prepararsi a vedere il prossimo match, aumenta l’interesse per un match al di là del singolo risultato, costringe i tecnici a basare le proprie attività “esterne” su dati oggettivi.

Avere alcune statistiche on line dei giocatori rende poi possibile verificare le prestazioni dei singoli oltre la “familiarità” o semplice reputazione,

Avere le statistiche, specialmente in certi match, può aiutare a frenare lo stile autoreferenziale di un certo ambiente legato alla FIR ed al Top12.

Gli appassionati di Pro14, tanto per fare un esempio, sono abituati a leggere le statistiche dei loro team. Per questo è “pro”.

Le diffusione di statistiche, per cominciare ne basterebbero poche ma sempre le stesse e da tutti, è solo uno dei punti di arrivo di un campionato che si vuol dire “Top”; questi dati, qualora diffusi, conditi con una piena e autentica strategia di marketing, potrebbero essere anche un ottimo strumento di promozione.

Queste cose da queste parti sono state scritte più volte ed è per questo che piace oggi aver ricevuto dai rossoblù questo piccolo esempio, questa piccola apertura verso il futuro. Questo Derby ha proprio portato bene… ops ! Touchè.

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Per vedere le tabelle del Derby d’Italia 163 clicca qui

One Comment to: TOP12: DERBY E STATISTICHE. UN ESEMPIO CHE VALE (GRAZIE ROVIGO)

  1. stefano rodigin

    settembre 25th, 2018

    Complimenti per l’articolo ”Il Nero”
    sono queste le ‘’piccole’’ tessere che alla fine possono creare un grande mosaico.

    In ordine al … Fornire anche solo alcune statistiche riesce a umanizzare il gioco più di quanto si pensi, rende coscienti dello sforzo compiuto, regala agli appassionati la possibilità di prepararsi a vedere il prossimo match, aumenta l’interesse per un match al di là del singolo risultato, costringe i tecnici a basare le proprie attività “esterne” su dati oggettivi.

    Io aggiungerei … Costringe i tecnici a basare le proprie attivita’ ‘’interne’’ su dati oggettivi.

    Ancora oggi molti giocatori finiscono in panchina, pur avendo percentuali piu’ alte dei titolari, non essendo messi a conoscenza del reale status del loro rendimento. La vita comunque e’ incredibile ed e’ strano rimarcare come questa bella iniziativa arrivi proprio da Rovigo dove fino qualche tempo fa bastava avere un zio All Blacks blasonato per scendere in campo in modo immeritato.

    Alla prossima
    Stefano Rodigin