E’ troppo presto per dire qualcosa, i team in campo sono ancora palesemente in “rodaggio” ma, per coloro fra gli appassionati ovali che si beano del bel canto, le “stecche” in questa seconda giornata del Top12 si sono sentite e pure bene.

Prima il Derby d’Italia, che ha detto poco. Brutta partita per un inguardabile secondo tempo che è riuscito a sopire anche la rivalità più accesa.

Petrarca solido, soprattutto in difesa, durissima ed invalicabile quando nel secondo tempo i rossoblù tentano il colpaccio. Mischia ancora da fasare per i tuttineri che mostrano però alcuni meccanismi collettivi già ben rodati anche nelle fasi di avanzamento e sul punto di incontro. Il Petrarca ha dato l’impressione di essere consapevole del “titolo” sulla maglia senza però farsene troppo un problema, Ottimi in campo Lamaro e Ragusi, Benettin una sicurezza, Cannone è giallo, Bettin più in ombra. Il derby riscalda al punto giusto il cuore dei petrarchini in campo, che non perdono mai la testa, l’anima c’è e si vede.

Non è un caso che il brutto secondo tempo sia stato di marca rossoblù. Rovigo è fuori match specialmente quando ne ha il possesso. La responsabilità, fa bene ad ammetterlo alla fine Casellato, sta tutta in panchina. Il raccogli e vai è troppo poco per cercare di vincere una partita come il Derby d’Italia, farlo poi davanti alla migliore difesa dello scorso campionato ed accoppiarci la rinuncia sistematica dei 3 punti al piede e la non contesa delle touche produce poi il brutto “zero” sul tabellone.

Rovigo ha scelto tutte tattiche di non-gioco. Sbigottimento.

Pessima gestione del match per la mediana rossoblù, nove e dieci sono in palese difficoltà, mischia e trequarti girano sgranati, i secondi fanno vacanza per buona parte della partita, gli altri spesso proprio non girano insieme. La qualità però c’è e per Rovigo pare essere proprio l’elemento tattico del match ad essere sbagliato.

Casellato dichiara a fine partita tra l’altro che “Il campionato è ancora lungo” e da queste parti piace rispondergli che questi Derby contano tutti. Il campionato c’entra niente. Lato Petrarca Marcato a fine partita dichiara, da vincitore, che in campo nel secondo tempo ha visto fra i suoi troppi personalismi e viene da dirgli che alcuni di questi problemi vengono dallo scorso anno, altri sono tipici della fascia tricolore sulla maglia.

Le Fiamme Oro vengono ridimensionate dal Valorugby che ha un Gennari spaziale al piede (9/9) e, vista la sostanziale parità sul piano tecnico, una maggiore motivazione sul campo. Oltre mille spettatori alla Canalina, Reggio Emilia ci crede.

Verona fa i primi punti che fanno paura ma San Donà poi risale il suo match. I veronesi inaugurano il loro nuovo stadio la prossima settimana, la cosa è bella ed importante: c’è più rugby in Italia. Grazie Verona.

Polla Roux si accorge e dichiara che il suo Valsugana è ancora fuori ritmo rispetto a questo Top12 e Presutti fa uno sgambetto a metà al fortissimo Calvisano.

Il Viadana aveva festeggiato la prima vittoria la scorsa settimana ma si accorge di dover tagliare ambizioni e nomea in questo match con la Lazio che vince meritatamente per superiorità manifesta.

Quella fra i laziali ed i mantovani è una partita costellata di errori, quelli di Frati sono discontinui ed a volte supponenti, quando al minuto 60 arrivano al vantaggio per 20 – 5 decidono che la partita è finita. La Lazio, che non ha mai smesso di provarci, trova allora gli spazi mentali giusti e rifila tre mete in un tempo ai mantovani. Delle tre la migliore è la combinazione terza-estremo che porta affiancati in avanzamento uno dei migliori del match, Ercolani, con Bonifazi e fa schiacciare l’esperto Bruno. Lazio propone al match nel secondo tempo veloci ripartenze fra fasi più lente, ruba le touche e combatte ferocemente sul punto di incontro, gli errori di handling si perdono nel mare di lavoro realizzato dai biancocelesti. Ottimo Giancarlini, va bene Blessano, Cafaro in prima fa sentire il suo mestiere.

Viadana è una delusione come approccio mentale prima che tecnico, i numeri ci sono. Bisogna imparare a contare.

Top12 ancora freddo, come sempre in questo campionato il piano di partenza è dalla quinta giornata, per ora sembra che i favoriti siano già in lustro di preparazione, i nuovi arrivati siano invece ancora tanto nuovi, quelli che si sono salvati a fatica durante le fatiche dello scorso anno si sono presi ancora del tempo. Le ambizioni sono ancora tutte da misurare. Surplace.