Adesso si fa sul serio, l’estate è volata via con il suo carico di rugbyperfinta ed arrivano campionati e coppe. Parte il rugby italiano, quello di casa, la Mitre Cup non è più l’unica opzione (o si? mah!)

Quelli del Pro14 hanno già cominciato, le due italiane hanno collezionato due vittorie, con le ultime della classe ma pur sempre due  vittorie. Sono usciti i loro calendari per le coppe, pronti via

A proposito di Pro14 va sottolineato come, a conferma che si fa “sul serio”, sia già stata scaricata sul popolo dell’italico rugby su stampa e web la prima bordata di retorica in stile pallonaro.

Avete presente quei titoli sulla stampa tipo  “dobbiamo vincere“, “abbiamo visto che ce la possiamo fare“, “siamo ad un passo dal cielo“, “siamo convinti”, “adesso ci siamo”…. e via così? I giornali d Treviso hanno raggiunto uno dei top del “facciamo sul serio” dopo la vittoria dei biancoverdi con i Dragons. Una delle testate trevigiane titolava infatti con la dichiarazione di Steyn “Dobbiamo crescere ancora” e l’altra con Zanni;” Siamo cresciuti“. Razionalmente l’uno non esclude l’altro ma sicuramente tutte e due insieme dimostrano che sono solo parole per il vento.

Quelli del TOP12, un nome che mette i brividi, stanno finendo la rifinitura e mai come adesso fanno un po’ tenerezza.

Solo adesso infatti molte squadre di TOP12 annunciano gli arrivi dei loro nuovi stranieri, una settimana o poco più dall’inizio del campionato. Una piccola schiera di sudafricani e neozelandesi si butta nel massimo campionato italiano senza aver svolto alcuna preparazione con i propri compagni di squadra. Tutto per risparmiare una mensilità del loro stipendio dirà qualcuno che è molto vicino alla inconfessabile verità. E’ qui che subentra la tenerezza.

A proposito di TOP12 è impossibile non segnalare che il rugby italiano ha un nuovo Imperatore. Succede a Rovigo dove Umberto Casellato è Head Coach, allenatore della mischia, direttore sportivo, responsabile dell’attività giovanile e Coach della Under18. Adesso stanno vedendo per il posto vacante da aiuto magazziniere ed anche per il posto di Presidente che a Rovigo è sempre potenzialmente vacante. Viva l’Imperatore!

Più che TOP è POP.

Facciamo sul serio? Allora può accomodarsi il Seven. La disciplina olimpica del rugby raggiunge in Italia il suo massimo splendore quando non giocano gli altri e le stesse struggenti convocazioni di Andy Vilk per il Men 7s Grand Prix Series che si gioca il prossimo fine settimana in Polonia dimostrano che qualcuno, del TOP12,  deve essersi tenuto i gioielli a casa.

Se è evidente che i più forti del TOP12 sono rimasti a casa ancora più evidente in questa occasione è che, a differenza dell’altra Nazionale, quella del Seven non prende i giocatori da Benetton e Zebre ma proprio dal TOP12. Fare sul serio è una cosa seria? Ma non scherziamo !

 Ci si ferma qui altrimenti poi diventa una cosa seria.

One Comment to: SI PARTE? IL RUGBY CHE FA SUL SERIO MA NON TROPPO

  1. serf

    settembre 6th, 2018

    E’ sempre un piacere leggere ciò che scrive .
    Immagini un campionato con 6 italiane 2 rumene 2 giorgiane , si i nostri diretti concorrenti , le squadre italiane finanziate con una parte dei soldi che oggi vengono sprecati per quel campionato ridicolo , 6 squadre pro composte di giocatori italiani .
    Solo di trasferte si risparmierebbe una bella cifra , cifra che andrebbe investita nei campionati “minori”, e magari i soldi che oggi regaliamo ai nostri compari celtici 3.3 milioni di € , anch’essi investiti nei campionati minori , con un taglio qua e là , avremmo un campionato pro con 6 squadre italiane , e la srie A semipro .
    Il fiato e la tecnica (skils) le devono sviluppare gli allenatori , basta con la storiella che giocando con i più forti si migliora , giocando con i più forti
    senza una buona base di partenza , si prendono solo botte ed umiliazioni , mentre giocando allentati a dovere si migliora .