Michele Rizzo… con la maglia del Petrarca

Il rugby è così, piaccia o no ai suoi estimatori, beh, il rugby è diverso. Perchè costruisce intorno a se un’aria che neanche quando si fa davvero buio riesce ad alzarsi e ad andare via: il rugby c’è.

Raccontare la storia di un ragazzo che ritorna nel club non è da tutti, pensateci, perchè nel rugby si ritorna al club, si fa magari anche un giro lungo, si vestono altre casacche ma alla fine se sei davvero suo, se è davvero tuo, si ritorna al club. Non è per tutti.

Succede spesso, molto più spesso di quanto si immagina, in giro per l’Italia, a tutti i livelli, che c’è chi ritorna al club e lì è una festa, come se fosse stato in giro sempre con la stessa maglia. Anzi, per tutti è davvero così.

Perchè quel ragazzo, magari ora è un po’ più grande ma è ancora il “ragazzo”, beh, quel ragazzo lo hai visto giocare nelle giovanili lì nel tuo club, poi anche nella prima squadra e poi in altre categorie e con le altre magliette eppure non ti eri mai accorto che avesse addosso altri colori, ti pareva pure strano che lo lasciassero giocare ancora con la maglia del tuo club. Una allucinazione? Si chiama “appartenenza e nel rugby te la porti via ovunque, è una dolcissima condanna, la più bella e la più lunga.

Capita così anche quando va “avanti”, fa grandi esperienze, quel ragazzo, cresciuto in un campo, in un posto, con l’aria di quel posto e di quel campo, ne ha respirata talmente tanta che non riesce ad essere di nessun altro, qualsiasi sia l’altra aria.

Immaginarsi se quel ragazzo era magari anche il Capitano, che tutti non lo chiamavano nemmeno per nome ma semplicemente “Capitano”, come si fa nel rugby, dove dire quella parola è prima di tutto un onore e poi una responsabilità. Perchè il rugby è un posto, con tutto quel casino che c’è in campo, dove sei “Capitano” se lo riconoscono gli altri, ma tutti e 29.

Immaginarsi poi se ritorna il “Capitano”, che entra e saluta e tu non hai bisogno di fare niente perchè pensi che, se tutto è vero, allora si sente già a casa. E’ andato via ed è tornato, ha portato in giro la sua maglia. La tua maglia. Torna il Capitano e giocherà in Prima Squadra perchè è uno di quelli forti e magari allenerà quelli più giovani perchè è anche uno di quelli “grandi”.

Quando al Club torna uno dei ragazzi e magari ha fatto cose davvero grandi in giro, magari ha scritto pagine dense, magari è stato Azzurro è una doppia festa. Perchè la prima volta da grande con te è stato appena fuori Mantova e la prima volta da grande per tutti è stato a Città del Capo, poi ha imparato davvero bene l’inglese, ora torna al club che anche i viaggi più belli prima o poi finiscono. Nel rugby in questi casi si torna a “casa”, perchè il rugby è uno sport bellissimo e sa regalarci anche questo che lo puoi scrivere Nero su Bianco: bentornato Capitano.