E’ lo scorso fine settimana e siamo nella riunione dei Club del massimo campionato italiano, quella che dovrebbe essere la Lega dei Club, con loro c’è, regolarmente invitato (tragico errore di cui si è già parlato qui), il Presidente Federale Alfredo Gavazzi. A quest’ultimo i club presentano la mini-piattaforma unitaria per il prossimo campionato, poche idee che hanno faticosamente messo insieme e fra queste anche l nome del prossimo campionato.

Dice il rappresentante dei 12 Club (uno è però assente alla riunione) alla FIR ed al Presidente:”Il prossimo Campionato abbiamo scelto e vi chiediamo di chiamarlo Serie A – Elite“. E’ il nome scelto dopo dibattiti lunghi, il fulcro dell’unità dei club e della Lega perchè, per quanto piccola e sgangherata sia la loro piattaforma di idee, quello è il nome che le hanno dato.

Il Presidente Federale dice che quel nome non gli piace, va cambiato, esce il nome TOP12, i club immediatamente si spaccano, c’è chi difende la scelta unitaria (bella o brutta che sia) e chi si accomoda subito accanto a Gavazzi; l’unione dei Club, la Lega che negozia con la FIR, crolla miseramente in due minuti di fronte al primo “ni”. La spaccatura si apre subito, totale e durissima, si arriva addirittura al voto palese fra i club, vince 6 – 5 il nome TOP12. Il campionato ha un nuovo nome. La “Lega” è in frantumi.

FIR batte Club 12 a 0.

Perchè, anche se questi non saranno i fatti realmente accaduti ma semmai ricostruiti con un pizzico di immaginazione, è questo che è davvero successo alla riunione dei Club, è così che è nato davvero il nome TOP12 che non è, come recita il comunicato ufficiale, “una richiesta dei Club partecipanti“, ma una idea della FIR che ha bocciato l’idea  originaria delle Società.

Serie A – Elite” come nome, per mille motivi, di cui 950 di “marketing”, non si poteva vedere ma il punto, ahimè, non è quello.

Nulla si può contestare alla FIR ed al suo Presidente che ha fatto solamente il suo vero mestiere.

La FIR davanti alla “Lega” ha contrastato ed ha vinto, ha riaffermato in due minuti il suo potere assoluto, ha letto e palesato ciò che i fatti hanno poi dimostrato. Perchè in verità la “Lega” non esiste, il “tavolo dei club” non esiste, esiste solo fino al punto che sta bene alla FIR  e in questo la FIR non c’entra nulla: la colpa è solo dei Club. .

Serie A – Elite“, se questa era la scelta, uscita dopo un anno di incontri, andava difesa da una “Lega dei Club” che doveva sapersi far carico del proprio destino. Invece i Club da quel consesso sono usciti con le ossa rotte, hanno accettato anche di votare e di spaccarsi quando potevano restare uniti, magari non avere il nome da loro scelto ma restare uniti. Non è stato così perchè in verità non esiste uno spirito di “Lega” fra loro, il privatissimo orticello è l’unica cosa che esiste per i club. Il rugby viene dopo.

Così è nato il nome TOP12 anzi, il vero nome del Campionato approvato dal Consiglio federale è e non poteva che essere “Trofeo di Eccellenza – Top12“. Lo Statuto parla chiaro.

Sciolti come neve al sole i Club hanno ottenuto dalla FIR  alcune concessioni, ad esempio che gestiranno i diritti di immagine del TOP12, ma la “concedente” sa benissimo che, in qualsiasi momento, basterà una telefonata, un battimani o un vociare per eventualmente rimettere in “riga” una scelta per lei non “adatta”.

E’ andata così. Malissimo, anche per le aspettative e la scelta di campo fatta da queste parti. Una riflessione caldissima però è inevitabile: chi ha numeri e maturità per farlo scelga e diriga. Giusto così.