Da due anni si sente parlare delle riunioni dei Club del massimo campionato italiano di Eccellenza per cercare di rilanciare quel campionato o almeno, fino a ieri, si pensava il motivo fosse quello.

Perchè le notizie che scivolano sotto la porta sulle reali condizioni di cotante riunioni non sono “buone” o forse lo sono basta dimenticarsi qualsiasi “rilancio” e si accetti come un successo un “ordinato arretramento”.

Le indiscrezioni raccontano che i club avrebbero pensato ad un campionato che sia “elite” della attuale Serie inferiore, la Serie A. Nessun avanzamento tecnico e progettuale per l’Eccellenza, nessun massimo campionato che guarda in alto ma semmai che guarda in basso.

I rumors che portano in quella direzione sono molti ma uno per tutti è quello che racconta l’idea di portare a due le retrocessioni dalla “Eccellenza” alla Serie A ma di condizionarne una ad uno spareggio fra la seconda del campionato inferiore e la penultima dell’altro. Una saldatura fra l’attuale Eccellenza e la Serie A che dimostra bene  la misura delle scarsissime ambizioni del tavolo dei Club.

Insomma in un “sistema rugby Italia” che non è riuscito a rendere professionali e ad alzare il livello tecnico di 10 team di Eccellenza adesso si pensa di farlo includendo nel suddetto progettone altre 30 società di Serie A?

Bisogna dirlo, quando questa cosa del “tavolo dei club” era partita per mano del Presidente delle Fiamme Oro Armando Forgione il tema era “guardare avanti”, oggi invece la logica vincente pare sia quella del passo indietro ma soprattutto del “signorsì” alle perdenti logiche del Settore Tecnico Federale della FIR guidato da Franco Ascione. Quest’ultimo è colui che ha preteso ed ottenuto che l’Eccellenza fosse, dal prossimo campionato, ampliata a 12 squadre e non ristretta a 8 come era opinione diffusa.

Il “progetto tecnico” che sembra dovrà uscire dai Club pare sia proprio quello trapelato dal Settore Tecnico FIR in occasione di quell’ampliamento lo scorso anno. Niente di nuovo.

Ma allora di cosa hanno discusso per un anno i club? Pare sia vero non sia stato loro concesso avere fantasia, è stato loro consegnato il progetto del Settore Tecnico Federale e gli sarebbe stato ordinato di farci sopra alcuni “lacchezzi”. Così sarebbe andata con buona pace di tante speranze e tante ambizioni del rugby italiano.

Non poteva del resto andare diversamente o almeno ci sarebbe voluto da parte dei club una forza ed un moto di orgoglio potente che invece non c’è stato. I club infatti nei confronti della Federazione e degli Uffici Federali sono da diversi anni in una condizione di inferiorità politica, tecnica ed economica pesantissima. Ci basti sapere che una qualsiasi Accademia FIR ha un budget economico superiore ad un team di Eccellenza. 

Niente Lega di Club, quello che si sta effettivamente costituendo sarebbe solo un nuovo Ufficio Gare della FIR. Più di questo evidentemente non siamo capaci.