Tre pillole di quelli che ne hanno tanto e quelli che ne hanno meno. Tre strette al cuore, non per forza ironiche.

“L’ITALIA PIU’ RICCA LA SVOLTA E’ VICINA” . Questo è il titolo apparso sulla Gazzetta dello Sport qualche giorno fa  a presentazione della nuova sponsorizzazione di Cattolica Assicurazioni al nostro mondo azzurro. Il titolo era una frase addebitata a Conor O’Shea e, dopo averla letta, molti sul suolo italico hanno pregato quella frase fosse una bufalata del titolista perchè nessuno ama avere un Head Coach rimbambito. Così in effetti è stato (sospiro di sollievo) nella intervista della Gazzetta al tecnico irlandese non c’è infatti nessun riferimento al titolo ma c’è però una gustosissima affermazione che dimostra la “ricchezza” di fumo che sale dai preziosismi del marketing azzurro, dice infatti O’Shea: “La sfida per noi adesso è mettere in campo il livello che è nelle nostre possibilità“. Un po’ come dire “io speriamo che me la cavo” o anche “questo c’è, di più non si può” che considerando il numero di sconfitte… Altro che ricchezza: al contrario, cara Gazzetta, sembrano nozze con i fichi secchi?

LO ZIMBABWE DORME IN STRADA Quelli dello Zimbabwe dovevano giocarsi un turno di Africa Gold Cup per l’accesso ai Mondiali del 2019 ma la stampa riporta che, arrivati in Tunisia, dopo sei ore di controlli per il passaggio in dogana hanno passato la notte distesi sulle borse in strada perchè “l’ospitalità offerta era disgustosa“. Così ha riferito il Ministro dello Sport dello Zimbabwe. Fioccano smentite sulle reali condizioni dell’albergo offerto dai tunisini e Rugby Africa puntualizza che erano state offerte alternative alla nottata sotto le stelle. Storie di ordinaria povertà. In primis di cervello.

ON RUGBY E LE ALTRUI POVERTA’ Ha fatto particolarmente sorridere, qualcuno anche piangere, altri ridere a crepapelle, l’articolo del super- portale italiano del rugby, OnRugby, notoriamente prono al grande schema federale gavazziano, sulla crisi economica di Tonga. Titolano i fedelissimi los federales di OnRugby :“La Federazione Tongana è un disastro?”. Insomma pare proprio che quelli di Tonga non abbiano pagato giocatori e fornitori. Anche in Italia è così, la FIR non paga nessuno: gli arbitri italiani, tanto per dare l’ultima notizia sul tema hanno appena lanciato un comunicato stampa dove lamentano non ancora visti pagati da FIR i rimborsi spese del 2017. Niente titolo però per la FIR che le povertà non sono tutte uguali. Comunque restiamo ai prossimi super scoop politically correct di OnRugby sui bilanci economici del rugby nel mondo, roba grossa. Dopo “la federazione tongana è un disastro?” ci aspettiamo approfondimenti su: chi ruba dalla cassa dei gelati della Federazione del Vanuatu? Le isole Cook come se la passano? E’ vero che la segretaria della federazione delle Bahamas è sempre in spiaggia? Quelli dello Swaziland sono al quel punto tragico nel ranking perchè  si fanno il pockerino al posto degli allenamenti?

Sono tempi duri. Forza Rugby.