Eddie Jones, il vulcanico e osannato Head Coach dell’Inghilterra sarebbe a rischio di esonero, la stampa inglese riporta in questo senso le dichiarazioni per nulla rassicuranti del Presidente della federazione inglese,  RFU, Andy Cosslett.

Uscita dalla propria disastrosa partecipazione alla Coppa del Mondo 2015 l’Inghilterra era ottava nel Ranking mondiale, i suoi tifosi esterrefatti ed i piani faraonici della RFU andati in fumo.

Eddie Jones, Coach australiano di origine giapponese, aveva guidato proprio i nipponici in una grande performance in quella World Cup, la RFU lo contattò e lo mise a capo della propria Nazionale con il compito dichiarato di vincere la successiva Coppa del Mondo, quella del 2019.

Nel gennaio 2017 Eddie Jones aveva portato l’Inghilterra al secondo posto nel ranking, una cavalcata di vittorie che si è poi bruscamente interrotta e le figure barbine di quelli della Rosa da lì in poi si sono accavallate una sopra l’altra.

Quindi Jones è partito per questa “series” di Test Match estivi 2018 della sua Inghilterra promettendo tre vittorie su tre contro il Sudafrica. Ha perso 2 -1

Nei giorni scorsi Eddie Jones ha anche dichiarato, con molta spocchia ma anche sano realismo, che il suo lavoro non garantisce assolutamente la vittoria della World Cup 2019. Forse l’austro-giapponese credeva di essersela cavata fino a quando il Presidente della federazione, a conclusione delle tre gare di Test Match con il Sudafrica, ha dichiarato che lui non garantisce assolutamente che Eddie Jones resti Head Coach della Inghilterra per la World Cup 2019. Eddie ha trovato pane per i suoi denti a forse deve cercarsi un lavoro nuovo?l

Moltissime sono le polemiche, il più delle volte da lui attizzate, che hanno circoscritto la storia di Jones alla guida della Nazionale inglese. Quelle sul regolamento, sui giocatori e sul loro impegno tecnico, sui Club troppo pretenziosi e sul Sei Nazioni un po’ molliccio, sulla gestione dello staff. Insomma circa o quasi il Jones ha sentenziato un po’ su tutto ma una delle cose che invece a lui è stata rimproverata con forza riguarda gli allenamenti troppo duri imposti ai giocatori che sfinirebbero le forze fisiche e mentali dei convocati in Nazionale.

Nei prossimi giorni Eddie Jones dovrà riferire, come consuetudine, al CEO di RFU Steve Brown sui Test Match sudafricani, quest’ultimo dovrà trarne le conclusioni e parlarne con Andy Cosslett per decidere il futuro.

Andy Cosslett ha intanto inanellato di fronte alla stampa una ulteriore serie di dichiarazioni su Jones, tutte poco rassicuranti per il Coach australiano, “niente sostegni incondizionati a Jones“, “Steve Brown vedrà se ci sono cose da fare diversamente da ora” ed ha pure già messo giù i ringraziamenti:” Eddie è venuto alla nostra unione quando eravamo al livello più basso dopo la Coppa del Mondo… gli siamo molto grati per quello che ha fatto in un momento in cui ne avevamo più bisogno“.

Nelle Nazionali le panchine traballano sempre di più, se mancano i risultati si cambia. Solo in Italia sembra che questi ultimi siano un plus insignificante e trattiamo il nostro Coach come la mamma con il suo bambinetto. Il Sudafrica ha scelto Erasmus pochi mesi fa, Hourcade ha già annunciato di lasciare l’Argentina, la Francia ha avuto Brunel al posto di Guy Noves dall’inizio di quest’anno. Se le cose non funzionano le Federazioni cambiano.

Eddie Jones è in Inghilterra sia il simbolo della rinascita che del limite. Durante la sua gestione, affiancata alla contemporanea recrudescenza del suo massimo campionato, il rugby inglese, per esempio, ha toccato il record assoluto di infortuni (gravi) e di concussion, tra l’altro con conseguente forte malumore fra i giocatori consegnati a livelli di impegno senza precedenti. Può continuare?

La parola passa alla RFU per le sorti della panchina inglese ma la gestione ovale di Eddie Jones dimostra che il mondo del rugby è tempo si interroghi sui propri reali margini di manovra, sul confine che è stato oltrepassato. Si voleva solo giocare a rugby.