L’erba verde del Campo 1 al Centro Sportivo Memo Geremia del Petrarca Rugby

I livelli di comunicazione del Petrarca Rugby sono pari a quelli di un muto che parla ad un sordo. Impossibili. La massima espressione della “comunicazione” in casa petrarchina corrisponde alla diffusione della formazione del sabato per la imminente partita, il resto, secondo alcuni da quelle parti, è solo vile pettegolezzo. Sbagliato? No. Una scelta? Si. Fuori dal tempo? Anche questo si, ma la cosa non fa danno a nessuno quindi… ad ognuno il suo.

Così quando si è visto la decisione della società padovana di prenotare una Piazza nel pieno centro della propria città per festeggiare, anche solo per 40 minuti, lo scudetto conseguito un mese prima, molti hanno urlato di gioia:” Miracolo!”. Il Petrarca faceva “comunicazione” e pure in grande stile, sotto gli occhi di tutti, fuor di timidezza. Bisogna dirlo, anche da queste parti l’idea dei Campioni d’Italia è piaciuta moltissimo, quasi scendeva una lacrimuccia di gioia.

Poteva essere uno scherzo ed invece no, la squadra in piazza ci è andata davvero, il 19 giugno ore 18.30, molte condizioni del brevissimo evento non erano al “top”, la cosa è però venuta comunque molto bene dimostrando di essere stata una ottima iniziativa e che da qualche parte si deve pur cominciare.

Insomma, abbiamo detto, per quei pochi minuti di party con premiazione in Piazza effettivamente non tutto era al “top” e così le solite critiche puntigliose, evidentemente però espresse da persone di gran peso e/o di gran autorevolezza nell’ambiente petrarchino, hanno per questo raggiunto l’orecchio, di solito spento, del Petrarca.

Qui lo sbigottimento sale ancora perchè si è in presenza del secondo miracolo: il grande vecchio tuttonero ascoltava! Non solo comunica ma pure ascolta le altrui comunicazioni!  Nevicherà a luglio, sicuro. Resta da chiedersi se, in tutta questa genia di prodigi ed eventi soprannaturali, fosse il caso ascoltasse proprio per così poco, proprio questa volta ma, diciamolo ancora, non è mai troppo tardi per cominciare.

Al neo-comunicatore in erba però non è bastato ascoltare e così, nel volger di solo 24 ore, forse meno, il terzo miracolo si è manifestato: il Petrarca, per spiegarsi con gli avversi ed i perplessi di cui sopra, ha pubblicato (…”il Petrarca ha pubblicato” è roba da cuori forti) una “Nota Ufficiale”.

Una “Nota Ufficiale” del Petrarca! Quando da queste parti l’abbiamo vista si è pensato fosse scoppiata la Terza Guerra Mondiale o che lo scudetto fosse stato ceduto al Rovigo (che poi è la stessa cosa), invece no, la nota in questione spiegava agli scettici di cui sopra, i termini organizzativi dell’evento di piazza, le sue difficoltà e le scelte obbligate. Ottimo e corretto! Sogno o son desto? Insomma, Padova è pur sempre la Città del Santo e certe cose è per questo  normale che possano manifestarsi proprio lì ma la portata di quanto sopra presuppone intercessioni potenti.

Non si fa fatica ad immaginare che al Petrarca già alcuni siano ora storditi da così tanta comunicazione tutta in un colpo solo ma a questo punto i dirigenti Campioni d’Italia hanno due strade.

La prima è riflettere su una citazione famosa di quello che è considerato “inventore” del marketing moderno, Philip Kotler:” Il marketing si sta trasformando in una battaglia basata più sull’informazione che sul potere delle vendite”.

La seconda è una famosa freddura di quei due al telefono che si dicono “Si, Pronto?” l’altro risponde:”Chi parla?“, ancora il primo:”e che ne so famo un po’ per uno” (“Pierino colpisce ancora” – 1982 con Alvaro Vitali regia di Marino Girolami).