Sarà l’estate che incombe ma da queste parti la questione del “freezer” torna ad essere centrale visto il panorama ovale. Oggi però diamo una occhiata ai transiti dal sito ghiacciato, chi entra e chi esce.

SCONGELATORE MOGLIANO E’ tornato, lui è tornato. Eccone uno che esce dal ghiaccio, una visione tipo Similaun, tutto il merito di ritrovarlo nella massima serie del rugby domestico è del Rugby Mogliano nella sua nuova veste societaria. La Società del Terraglio ha detto che si affiderà a lui per tantissime cose, la lista di queste cose è talmente lunga che fanno due o tre persone insieme e questa è la cosa che lo rappresenta meglio di tutte. Giusto il tempo di non vincere il titolo italiano e rieccolo sulle massime scene, una fortuna per lui, per tutti gli altri è una questione di freddo che più ne usi più ci convivi.

GELATA TEDESCA Heidelberger RK è il nome della squadra tedesca che si era guadagnata sul campo il diritto a partecipare alla Challenge Cup vincendo in Continental Shield. Ora però gli organizzatori della coppa (EPCR) non li hanno inclusi nella lista dei partecipanti del prossimo anno pare per il palese conflitto di interessi rappresentato da Hans Peter Wild. Quest’ultimo è infatti sia il detentore della squadra germanica sia dello Stade Francaise che partecipa alla stessa coppa. La gelata è calata sulle ambizioni ovali del magnate tedesco ed è stata più dura ed intensa di quando la sua federazione gli annunciò di aver puntato tutto sul Rugby Seven,cosa accaduta poco dopo l’inaugurazione della sua privatissima  accademia di rugby a XV, unica in Germania: la Wild Rugby Academy. Brrrrrr. Pollo a nord. (Grazie ad Andrea C, per la freddissima segnalazione).

LA CLAQUE.. La Nazionale Under20 che si sta giocando i Mondiali in Francia sta facendo una discreta figura, non parleremo però di loro, ma dei loro “estimatori locali”. E’ stata la Under 20 in queste ultime settimane infatti a dare rifugio alla “claque professionista” del nostro mondo ovale che, aizzata dalle trombe federali, viene indirizzata là dove serve all’occorrenza per raccontare delle magnificenze azzurre e delle scelte dei tecnici federali. La “claque” federale ha sempre una speranza in più, una esaltazione da raccontare, un eroe da celebrare, specialmente quando le bocce sono ferme. La claque federale è una speranza per tutti, scrive su blog, sui giornali, parla fra i club, fa lega e fa accademie, ed ha sempre una parola buona per tutti. Esagerata, spesso tecnica ma ragiona da tifoso incallito, cieca e positiva a prescindere. La claque federale si sveglia però sempre sotto una montagna di ghiaccio quando i risultati non si verificano e si accorge di averla raccontata sempre troppo grossa. Allora si scrolla di dosso la gelida sensazione, si gira e cerca il prossimo obiettivo. Il professionismo del freezer.

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 P.S. se avete altre situazioni da “freezer” scrivetele a rugby@ilneroilrugby.it , arriva l’estate e forse chissà magari ne rendiamo conto in giro.

2 Comments to: ANCORA SULLA TECNICA DEL FREEZER: CHI ENTRA E CHI ESCE (MOGLIANO DOCET)

  1. SERF

    giugno 15th, 2018

    A proposito di “federales” , dopo l’ultimo 6nazioni , si sono dati da fare , scaricando il fallimento della nazionale sull’eccellenza , anche su siti esteri ,
    oggi dopo l’ennesima figuraccia , il mantra è : “il livello dei giocatori è questo , siamo tier 2 ” , sorvolando che la sfir spende più di 10.000.000/13.000.00 all’anno per rimanere una tier2 , quando già la emergenti cioè la nazionale “dell’eccellenza”è una tier 2 ma senza i milioni di euro .
    Cosa sarebbe l’eccellenza/naz_emergenti con quei 10.000.000/13.000.000 di € ?Non lo sapremo mai .
    Una domanda ,cosa ne pensa dell’assordante silenzio di quelli del cambiamento ?

  2. fsd

    giugno 15th, 2018

    la claque federale ha nomi e cognomi ben noti, come fa a criticarla chi, alimentando con il proprio lavoro quelle stesse pagine, ne è diventato complice?