Roberto Manghi , Direttore Generale ed Head Coach Rugby Reggio

La Lega di Club e lo sviluppo del prossimo massimo campionato italiano, oggi “Eccellenza”, è uno dei temi caldi da un anno a questa parte. Se ne è parlato con Roberto Manghi che , al Rugby Reggio, è soprattutto il Direttore Generale. Chiacchierata… frizzante.  Eccola di seguito.

Stefano Franceschi : “Soddisfatto della stagione del tuo Rugby Reggio?

Roberto Manghi:” Potevamo fare meglio ma abbiamo lanciato diversi giovani che sono “futuro” e nuove persone si sono avvicinate. Il risultato sportivo sperato era altro ma le prime tre partite ci hanno un po’ tagliato le gambe (Rovigo-Calvisano-Petrarca), abbiamo fatto troppi bei “primi tempi” e ci sono volute diverse partite per rimetterci in sesto. Il Rugby Reggio riparte il prossimo anno dai suoi giovani talentuosi:  Panunzi, Messori, Mordacci, Costella. Tanta qualità. Invece per quanto riguarda il finale di stagione il Petrarca  è di gran qualità ed è senz’altro il favorito. L’ho capito alla partita di ritorno, in casa, da come i ragazzi di Marcato hanno recuperato quel match.

S.F.:Campionato Eccellenza (così si chiama): quest’anno in campo si è visto qualcosa di meglio del solito…

Roberto Manghi:” Si, è così, ho visto anche molti giovani che possono essere il futuro di questo campionato, anche il “materiale” che esce dal’Accademia comincia ad essere migliore. Comunque bisogna meglio distribuire queste risorse giovanili per far crescere tutto il panel del campionato.

S.F.:”  La qualità della dirigenza invece non è cambiata, troppi orticelli con progetti a volte riduttivi, se l’area tecnica sembra aver detto quest’anno che qualcosa si può fare quella amministrativa pare ferma ad un decennio fa…

Roberto Manghi:” Dieci anni? Forse molto di più. In questo momento per avere un campionato almeno “professionale” ci vuole una esperienza che richiami la “professionalità”, invece certi ruoli che le Società distribuiscono sono almeno “strani”. Continuando a vivere di volontariato e di volontari non si aiuta a fare il salto di qualità a tutto l’ambiente: bisogna investire anche nel proprio staff dirigente.

S.F.:Il prossimo massimo campionato italiano sarà a dodici squadre, non sono troppe rispetto alla realtà?

Roberto Manghi:” Si, sono troppe. Chi l’ha deciso pensava di ampliare la base per poter inserire più giovani. Troppe infrastrutture inoltre sono ancora “in deroga”, averne 10 ad un certo livello è già difficile, figurarsi 12. Io credo che ad 8 ci arriveremmo e sarebbero realtà belle solide. Del resto oggi non possiamo fare di più, teniamo conto che il maggior sponsor delle Società del nostro campionato è la FIR e questo dice molto.

S.F.:” La Lega di Club si fa si o no?”

Roberto Manghi:” Si, ma non ne sono sicuro.”

S.F.:” Che tipo di Lega? Libera ed indipendente come deve essere una Lega sportiva o legata a doppia mandata ai progetti ed ai bisogni della FIR?

Roberto Manghi:” La Lega dovrebbe essere indipendente ma in questo momento è difficile non fosse altro per il sostegno economico determinante della FIR ai club, sostegno che va rispettato. Adesso dobbiamo lavorare tanto e tutti insieme per creare un “prodotto-campionato” che faccia bene al movimento. Quando ci sarà questa cosa allora dovremo discuterne. Inoltre ultimamente nelle riunioni fra club si è parlato troppo di giocatori e permit player mentre invece si deve lavorare di più sul “prodotto”: appeal TV, marketing, gestione di immagine e molto altro. La FIR, che va rispettata per il suo apporto,  dovrebbe invece garantire un trattamento uguale per tutti i club.

S.F.: Qual’è il primo problema che esiste fra i club?

Roberto Manghi:”Nonostante un anno di riunioni non c’è ancora una strategia comune fra tutti i club per la crescita , avere un unico obiettivo è fondamentale.

S.F.:“E con la FIR?

Roberto Manghi:” Manca un programma a lungo termine”.

S.F.:” Nel prossimo incontro fra i club dovreste “chiudere” esattamente cosa?

Roberto Manghi:” Dovremmo chiudere positivamente con una Lega costituita, trovare una modalità di sviluppo di un piano di marketing e una dirigenza che si occupi della visibilità del “nuovo” campionato. Perchè questo è, secondo me, il primo punto.

One Comment to: MANGHI (R. REGGIO) SULLA LEGA: “I CLUB ANCORA SENZA UNA COMUNE STRATEGIA. LA FIR? E’ IL NOSTRO PRIMO SPONSOR

  1. ginomonza

    maggio 8th, 2018

    Sono d’accordo con Manghi