Due match, due semifinali del massimo campionato italiano, ai quali si pensava di poter dare, complessivamente, un voto molto più alto del misero 5 che si meritano anche se a tirar giù pesantemente la media c’è la partita di Rovigo.

Risulteremo campana forse stonata ma da queste parti pare che la vera vincente delle due partite sia stata la logica dell’accontentarsi. A tratti la cosa può essere più che comprensibile ma non fa bene a questo Campionato

Le Fiamme Oro infatti in certe fasi del match è parso fossero già appagate del doverselo giocare, il Petrarca nell’ultima mezz’ora di gioco, realizzate le 4 mete e quindi i 5 punti di classifica, si è accontentato di gestire il resto del tempo contenendo e risparmiando un po’ su tutto.

Dall’altra parte invece il Calvisano si è accontentato di non aver perso davvero la partita, che poi, più che di vincere, era il vero cruccio di entrambe le formazioni scese in campo. Per ultimo Rovigo che sia alla fine del primo che del secondo tempo ha buttato fuori la palla decretando la fine di un match che era di fatto un pareggio senza lode ma agli occhi dei pochi fra i rossoblù  ai quali era stato davvero indicato di giocarlo sarà parsa chissà che impresa.

Due partite molto diverse però: discreta, con diversi spunti di rugby, anche se solo “mezza” partita quella di Roma, brutta, noiosa, carica di errori con lunghi tratti di “forsenonèrugby” quella di Rovigo.

FIAMME ORO KO, PETRARCA SORNIONE. Petrarca subito in meta poi si concede quindici minuti di “attesa-studio-momento rem-divagazione”, in quella fase gli avversari sembrano anche poter dettare qualche regola sul campo, l’ultimo quarto d’ora del primo tempo però vede i petrarchini alzare il ritmo e… gioco-partita-incontro. Petrarca di gran velocità e soprattutto di forte coesione fra i reparti, una mobilità del pallone legata ad una precisione sugli skill che regala ben poche possiblità agli avversari, qualche difficoltà nella gestione del punto d’incontro, (gran specialità della Fiamme Oro) compensata però da fasi statiche all’altezza (la touche ogni tanto balla…). Difesa del Petrarca non sempre attentissima, la specialità della casa ha avuto dei momenti poco lucidi, impressionante invece la capacità di fare regia “di squadra”, scarso o quasi nullo il personalismo. Una gran giornata per Trotta e Riera ma anche per Lamaro e Borean.

Fiamme Oro, si diceva, a tratti apparse appagate, ma  che in altre hanno voluto dimostrare, riuscendoci, che non erano lì per caso. Solita forza e capacità di movimento nei primi otto, difesa però poco attenta, touche da rivedere, squadra che è rimasta compatta e che ha giocato sempre le proprie carte. Il ritorno non sarà facile ma il risultato dice che nulla è impossibile. Quartaroli, Bacchetti e Cristiano in evidenza. C’è anche Buscema.

ROVIGO Vs CALVISANO STIAMO ANCORA ASPETTANDO CHE INIZI…. Una partita dal tempo effettivo di gioco bassissimo, tutta incentrata sui fischi di Mitrea (veramente tanti e quasi tutti necessari) e le lunghe attesa per il riposizionamento dei giocatori sulla linea delle rimesse laterali o delle mischie. Contenuti tecnici scarsi se non per la valanga di errori che i due team hanno messo in campo, brutto rugby. Peccato

McDonnell ha impostato un match per sole 8 persone, gli avanti. I trequarti rossoblù si stanno chiedendo perchè sono stati convocati, ad Odiete qualcuno avrà pure chiesto il prezzo del biglietto, Majstorovic ha fatto ampi cenni interrogativi durante il match. Inusuale l’idea che il mediano di mischia sia il regista assoluto di tutto il match, normale a quel punto che quello di apertura sia poi il peggiore in campo. Il Rovigo non ha vinto davvero questo match, quei 3 punti al ritorno pesano zero, per palese difetto del piano di gioco messo in campo dal proprio staff tecnico. Partita rossoblù brutta e rivestita di errori prima in touche e poi in mischia, scelte tattiche a volte imbarazzanti, errori al piede da serie inferiori, falli ripetuti ma un appunto va fatto: il rugby si gioca in quindici e si entra in campo per vincere non per contenere, è andata bene ai rossoblù  che un Calvisano così “‘poca cosa ” non capita spesso.

Calvisano inespressivo, irriconoscibile, si salva per le indubbie qualità tecniche dei singoli che lo rendono capace di chiudere la porta quando serve e di aprire il gioco quando vuole. Fasi statiche a suo vantaggio ma inutili perchè il lancio del gioco quando non si infrange sui rossoblù si smorza sui troppi errori propri, una valanga. Anche da queste parti mediano di apertura nel pallone, si vede che non era il cielo giusto per loro.

Impossibile commentare oltre una partita che non c’è stata. Fra una settimana a Calvisano si gioca quella vera.

I pronostici vanno fatti perchè da queste parti è il mestiere quindi eccoli. Come fermare questo Petrarca? Guidi ha il suo bel da fare, troppo difficile forse una finalista c’è già. Nel nulla visto a Rovigo più di tutto risalta la grande difficoltà di Calvisano, o i gialloneri si ricompongono in fretta ed archiviano questo match come un episodio o la finale è Derby d’Italia.