James Ambrosini quando vestiva la maglia della Benetton Treviso

A  forza di non voler pestare i piedi ad amici e conoscenti, politici ovali di cordata inclusi, il Presidente del San Donà Alberto Marusso li ha pestati a l’unico che, forse, doveva lasciare da parte: il suo ormai ex-mediano di apertura James Ambrosini.

La vicenda è quella della annunciata denuncia “nelle opportune sedi” da parte del Rugby San Donà contro il suo ex-giocatore James Ambrosini reo di non aver comunicato alla Società del Piave in tempo utile che l’anno prossimo avrebbe corso per le Fiamme Oro. L’Ambrosini aveva infatti detto alla dirigenza biancoceleste che cambiava club ma non da chi andava e questo, essendo le Fiamme Oro fino ad un paio di settimane fa le principali concorrenti del San Donà per l’accesso ai play-off del massimo campionato italiano, avrebbe in qualche modo compromesso i piani tecnici di Zane Ansell in vista delle partite cruciali del San Donà. Così almeno si capisce dalle dichiarazioni del Presidente biancoceleste.

Insomma questo patatrac ha provocato la minaccia del Presidente del San Donà di adire alle vie legali però solo contro James Ambrosini. Per questo “caso” Alberto Marusso si è pure dimesso da coordinatore dei Club di Eccellenza dicendo:”Rinuncio all’incarico alla luce di una grave episodio che ha recentemente coinvolto il San Donà nei confronti di un altro Club di Eccellenza…“.

Prima domanda: se Coach Zane Ansell avesse saputo che Ambrosini la successiva stagione si sarebbe accasato alle Fiamme Oro lo avrebbe messo ugualmente in campo per il match clou contro i poliziotti del 7 aprile? Rispondere “no” sarebbe piuttosto grave, come dire che il giocatore era senza cuore e senza attaccamento alla maglia ed altre cose brutte, rispondere “si” fa sorgere altra domanda: ma allora perchè tutto questo can can?

James Ambrosini ha scelto di andare alle Fiamme Oro tra l’altro perchè queste ultime gli hanno fatto una buona offerta prima del 7 aprile evidentemente, quindi le Fiamme Oro hanno fatto questa avance pur sapendo che lui era il mediano di apertura e uomo chiave dei propri principali concorrenti alla corsa per i play-off. Insomma se fosse stato scorretto  Ambrosini allora il club della Polizia?

No, il club cremisi no, secondo il Presidente del San Donà tutto è invece incredibilmente a posto con le Fiamme Oro, Marusso infatti dice:”Con il presidente delle Fiamme Oro Forgione c’è stato un chiarimento su tutta la linea, la stima reciproca era e rimane assoluta ed a loro non contestiamo nulla“. Ma se è così allora perchè Marusso si è dimesso da portavoce del  coordinamento dei club di Eccellenza?

James Ambrosini avrebbe inoltre accettato il posto alle Fiamme Oro perchè gli sarebbe stata anche promessa una posizione tecnica come collaboratore nella Accademia Seven che la FIR sta aprendo proprio presso le Fiamme Oro. Quindi anche la FIR avrebbe partecipato affinchè l’Ambrosini lasciasse San Donà e andasse verso le Fiamme Oro.

Ovviamente però al Presidente Marusso di citare e inguaiare la FIR manco è passato per la testa. Il San Donà è una delle società venete sostenitrici di Alfredo Gavazzi, elettrice del Presidente e suo sostenitore e, in una Federazione governata come lo è quella odierna, restare dalla parte giusta potrebbe essere cosa buona.

Lo scorso anno il San Donà fu buttato fuori dai play-off per una cosa quella volta molto seria: un errore degli uffici della FIR e di qualche dirigente federale gli fece perdere 4 punti fondamentali che lo esclusero dalla corsa per il titolo italiano. Il campo aveva detto “si” ed il San Donà era quarto in classifica, ma le prodezze degli uffici FIR le tolsero il diritto a proseguire  nei play off ed accasarsi nella Continental Shield europea.

Quella era una cosa che avrebbe meritato tutti i gradi di giudizio sportivi e non almeno fino al giusto risarcimento (fra arrivare quarti o no ci ballano circa € 200.000) . Non risulta il San Donà ed il Presidente Marusso abbiano intrapreso, pur avendo palesemente ragione, tutta quella trafila contro la FIR.

Insomma a San Donà le parole non dette sono troppe ed a volte allora anche quelle dette.

Il caso Ambrosini da queste parti, per quel che se ne sa, pare una bufala colossale, un abbaglio che può capitare anche ai migliori, un momento di tristezza per il mancato raggiungimento di un obiettivo sportivo che, effettivamente, il San Donà già meritava aver raggiunto un anno prima. Sembrerebbe una cosa bella il Presidente Marusso ritornasse sui suoi passi, uno svarione capita a tutti anche alle persone più valide e coraggiose. Comincino i club di Eccellenza a respingere le sue dimissioni da portavoce e così magari il caso è chiuso.