Già da tempo in strutture come il Consiglio di Amministrazione del Torneo del Sei Nazioni non è obbligatorio “parlare bresciano” (ops…. portate pazienza, c’è scappata l’ironica metafora)  per lavorarci dentro, conta invece aver chiari gli obiettivi e poi, soprattutto, contano i risultati.

Nonostante questo però il Board del Sei Nazioni è costituito, nella sua parte decisionale, da persone indicate dalle Federazioni che ne fanno parte, dai “soci” insomma, figure spesso troppo politiche e meno tecniche di quello che, adesso, si comincia a percepire come una nuova esigenza.

Terminato il torneo 2018 sui media inglesi, quello di Gavin Mairs su The Daily Telegraph è l’articolo più interessante,  è apparsa la richiesta di RFU di dotare l’organizzazione del Sei Nazioni di “amministratori indipendenti“, manager insomma, professionisti dotati di esperienza tipica dell’incarico e/o settore loro affidato, gente che si muova conformemente agli obiettivi e puntando ai risultati, tralasciando gli aspetti politici che troppo spesso fanno a pugni proprio con il risultato di gestione.

Avere un vero direttore generale che coordini la struttura, un vero direttore commerciale dedicato a sponsor e clienti, un vero direttore acquisti dedicato ai fornitori e via così. Niente di più intelligente e scontato per una organizzazione moderna.

Non resta che augurarsi che la proposta trovi il giusto spazio, forza Sei Nazioni!

Si deve però sapere che parecchi mesi fa, davvero molti, molti, mesi fa, anche la FIR, la Federazione italiana del rugby, ha pubblicamente presentato una selezione del personale per assumere la figura di un Direttore Generale. Tale figura avrebbe dovuto coordinare l’intera struttura FIR, garantire risultati, gestione oculata e trasparente. Quello che deve fare un buon manager insomma. Fin qui tutto va bene.

Un super manager in FIR? Non pervenuto. Qualcuno avrà pur risposto a quella selezione che però è poi scomparsa dagli schermi, nonchè dalla visibilità anche degli stessi candidati e, di certo, basta scorrere gli organici della Federazione per avere conferma che non è mai arrivata alla fine. Processo di selezione complesso? Analisi degli skill di particolare profondità? Tempi lunghi anzi lunghissimi dovuti al numero di proponenti ed alla molteplicità delle capacità richieste al candidato? Per le selezioni del DG federale faranno quindi delle prove scritte in un palasport? E una cena a Remedello?

Buio.