Eugène Burnand, I discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro il mattino della Resurrezione, 1898. Parigi, Musée d’Orsay.

Dal giorno in cui Pietro e Giovanni corsero al sepolcro vuoto e poi Lo videro risorto e vivo in mezzo a loro, tutto si può cambiare.

Da allora e per sempre un uomo può cambiare, può vivere, può rivivere.

La presenza di Gesù di Nazareth è come la linfa che dal di dentro − misteriosamente ma certamente − rinverdisce la nostra aridità e rende possibile l’impossibile: quello che a noi non è possibile, non è impossibile a Dio. Così che un’appena accennata umanità nuova, per chi ha l’occhio e il cuore sinceri, si rende visibile attraverso la compagnia di coloro che Lo riconoscono presente, Dio-con-noi.

Appena accennata umanità, nuova, come il rinverdirsi della natura amara e arida“.

Luigi Giussani