Una fase del campionato argentino e nel riquadro in basso adestra Alejandro Canale

di Alejandro Canale

Un benvenuto ad Alejandro che ci aiuta a capire qualcosa in più del rugby, quello italiano, che conosce molto bene, e quello internazionale ed argentino che è la sua casa di origine. Alejandro è nostro ospite di “Eccellenza”  visto che in Italia ha ricoperto anche il ruolo di Coach e Direttore Sportivo di Rovigo, Petrarca e Calvisano. Il suo ultimo incarico in Argentina è stato quello di Direttore Tecnico de la Union di Rugby di Cordoba. Attualmente vive in Italia (Stefano Franceschi) 

Dopo il Mondiale giocato in Francia nel 2007 dove l’Argentina arrivò al 3° posto battendo per due volte i padroni di casa della Francia ed eliminando fra gli altri l’Irlanda, la Federazione argentina iniziò un processo di cambiamento nella sua struttura sportiva aprendo ai PLADAR (Centri di Alto Rendimento) sparsi per il territorio Argentino.

I PLADAR avevano l’obiettivo di seguire, monitorare e completare la crescita dei giocatori considerati d’interesse nazionale senza però mai sostituire il lavoro formativo dei “CLUBES”. Nacquero i Pampas, una selezione di sviluppo che giocava in un torneo delle province Sudafricane per dare esperienza ai giovani talenti argentini.

A quel tempo la Nazionale biancoceleste era ancora composta in grande maggioranza da giocatori che giocavano all’estero, principalmente nei campionati europei di Francia e Gran Bretagna. Ma la storia sarebbe cambiata.

All’ultima Coppa del Mondo del 2015 I Pumas hanno presentato una squadra interamente composta  da  giocatori partecipanti alle attività organizzate dalla Federazione, la U.A.R.,  arrivando quarti. E’ dal 2004 che l’Argentina non esce dai primi dieci posti del  ranking mondiale con momenti significati che sono il 3° posto del 2007 ed il 10° del 2013.

I club (clubes) sono però al centro della attività del rugby argentino. E’ chiaro che anche in Argentina ci sono, come ovunque, controversie animate da diversi punti di vista sulla strada da percorrere per avere una squadra nazionale performante e da primi posti. Nessuno però ha dubbi su fatto che i CLUBES vanno tutelati e sostenuti perche sono loro il Rugby Argentino e senza di essi non ci sarebbero i Pumas.

Ci sono anche in Argentina divergenze sul grado di attenzione che merita il Rugby di Base, ma tutti sanno che il rugby nasce e cresce nei CLUBES e nell’attività che loro svolgono.

Guardiamo infatti alla costruzione del campionato nazionale per club e ad una sua particolarità che risulterà interessante

In Argentina si gioca il Campionato Nacional de Clubes dove partecipano 80 squadre di tutto il paese divise in 5 livelli (Nacional “A” e “B”, Torneo del Interior “A”, “B” e “C”), questo è il punto centrale delle attività dei club argentini di rugby. Intorno a questo ci sono molti altri tornei minori e locali.

Il “Nacional” comprende le grandi squadre (16) che giocano per il titolo di “Campione d’Argentina” (Hindu, CASI, La Tablada, Duendes, Tucuman Rugby, ecc.) ma anche, nei campionati del livello inferiore,  le più piccole che a volte giocano partendo da zone lontanissime fra loro. Questi piccoli “Clubes” rappresentano i loro colori ma anche quelli della loro Union “provinciali”(Buenos Aires, Còrdoba, Tucumàn, ecc).

Dopo la “regular season” il massimo livello passa ai quarti di finali fino alla finale, queste fasi si svolgono nelle finestre dei Campionati Provinciali. Almeno due partite vengono trasmesse in diretta dalla televisione per ogni giornata.

Le distanze in Argentina sono notevoli e potrebbero essere un problema per lo sport perchè ogni fine settimana si spostano per tutta l’Argentina grande quantità di giocatori, allenatori, medici, fisioterapisti, dirigenti, collaboratori, arbitri, ecc.  Come tenere unito il paese sport sia sportivamente che “tecnicamente”? In Argentina, questa cosa è davvero interessante, tutte le spese di questo Campionato “Nacional” vengono supportate dalla Federazione, la U.A.R. paga sia il vitto che alloggio e trasferta (in alcuni casi si superano i 1200 km). E’un modo pratico e concreto di integrare così tutto il mondo rugbistico argentino aiutando anche lo sviluppo tecnico  dell’intero movimento.

Questa è l’Argentina oggi e forse questo è uno dei piccoli segreti del suo attuale successo.