Il Sei Nazioni è iniziato, ha preso il cuore e la fantasia di tutti, già sono nati i primi flash che faranno la storia come le 40 fasi dell’Irlanda concluse con il magico drop di Sexton. Spettacolo ed emozioni che non esistono in nessuna altra manifestazione al mondo. Sei Nazioni sei meraviglioso.

Il Sei Nazioni aveva già iniziato diverse settimane fa ad occupare buona parte degli spazi media del nostro rugby, adesso che è iniziato se li è presi proprio tutti perchè è inevitabilmente l’appuntamento dell’anno capace di oscurare ogni altra dimensione. Ha un fascino incredibile, pure i nostri Azzurri con la loro scarsa dimestichezza con la vittoria riescono a starci comunque dentro, perchè il fascino del Sei Nazioni è oltre questo aspetto da tabellone.

Il Sei Nazioni ha ancora l’incanto a tratti discreto a tratti dirompente del vero “Torneo”, dove chi vince alza la coppa ma è la storia che c’è dietro che conta davvero: è il gesto del singolo che ha reso indimenticabile una giornata, oppure la tattica di un team che ha disegnato magari un pezzo di storia del rugby, è il campione che ritorna in campo ed è come un ritorno a casa, l’emozione di un giovane esordiente, la lacrima o la gioia o l’orgoglio di un tifoso quando canta il suo inno.

Il Sei Nazioni non è la Coppa Europa, è un Torneo dove il peso della tradizione è la stessa benzina che lo fa volare, dove il rugby si fa virtù ed ingegno, dove le sfide sono di vecchia data e si fanno in campo che a guardarci dentro sembra quasi uno sport da classifica ed invece ogni partita è un duello tutto a se.

Ecco perchè il Sei Nazioni va difeso da chi lo pensa come una coppa europea, un posto dove si deve andare perchè si è bravi, per intenderci la Georgia e tutta l’organizzazione di Rugby Europe stiano cheti che, anche se l’Italia perde, il Sei Nazioni non si fa “comprandolo”.

Noi italiani siamo gli ultimi arrivati, non abbiamo nelle nostre ali la storia del Torneo e si vede, a volte non apparteniamo neanche a quella atmosfera ma abbiamo saputo nel tempo scrivere anche noi dei pezzi di favola, creato tocchi di magia, magari pochi ma…anche noi. Per questo noi ormai siamo parte di quell’incantesimo.

Rivivere intensamente questo primo fine settimana di questo meraviglioso Torneo ha dato queste consapevolezze, anche rispetto alle tante cose che si sono scritte, anche su questo spazio web, sulle nuove adesioni al Sei Nazioni. E’ stato chiaro, vedendo alzarsi il pallone per il primo calcio d’inizio, che il Sei Nazioni ha una sua dimensione magica ed è quella che deve essere difesa. Ad ogni costo.

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