Se tutti eravamo convinti che il percorso destinato al coordinamento dei Club di Eccellenza fosse quello di regalarci un Campionato di “Eccellenza” bello e competitivo è utile ci si ricreda al più presto. Non sarà così.

Se sognavamo un cavallo bianco con un cavaliere buono correre lungo le prateria del rugby per liberarla dagli orchi cattivi, dimenticatevi tutto questo incedere temerario, il percorso della probabile Lega dei Club del nostro rugby non sarà un’avventura. 

E’ solo un “coordinamento dei club”, i club interpellati dicono così, la “lega” per ora è un embrione organizzativo che però sta procedendo in un clima disteso e propositivo ed in grande armonia, anche con la FIR, .

Questo coordinamento del resto ha dovuto prima di tutto prendere atto della realtà triste, ampiamente deficitaria e pesantemente cristallizzata di tutto il nostro rugby e, soprattutto, della immensa difficoltà ad uscirne fuori. Che fare? Il rischio era di buttare via acqua sporca ed anche il bambino e così pare sia parso evidente a tutti i club che adeguarsi ad alcune situazioni e farsi carico di altre fosse almeno la prima strada da tentare.

La prima cosa alla quale questo “Coordinamento aspirante Lega dei Club” sembra dovrà adeguarsi sarà la schema della FIR. L’Eccellenza (o come si chiamerà) rimane quindi un campionato dilettantistico, “palestrina” per giovani di belle speranze telecomandati dalle Accademie FIR. Chi aveva idee diverse dovrà adeguarsi allo schema attuale, del resto nessuno è in grado di sostenere schemi diversi, sicuramente anche perchè vale la legge dell’articolo quinto (chi ga i schei ga vinto) e la FIR, l’unica entità del rugby italiano che ha quattro palanche, non ha intenzione di mettere in discussione certi passaggi. Il prossimo campionato di vertice sarà a 12 squadre con tutti gli annessi e connessi, anzi … sconnessi. Certo. diranno alcuni di voi, così è facile per la FIR andare d’accordo con i club….. Già, ma si sapeva.

La cosa positiva è però che questo coordinamento sta discutendo di molti temi forti  e si propone di presentare proposte condivise. Ottima cosa.

I Club di Eccellenza stanno parlando della questione dei permit-player per le franchigie, il ponte temporaneo da Eccellenza a Pro14 deve aiutare, nelle intenzione dei club, ad avere un miglior coordinamento fra i due campionati. Poi c’è la visibilità sui media. Attualmente i match di Eccellenza vanno tutti in diretta su The Rugby Channel su incarico FIR, l’audience quest’anno è calato in modo preoccupante, del resto la qualità del gioco è calata ancora ma quest’ultimo non pare essere un tema che il Coordinamento ha possibilità (o volontà) di valutare in questo momento. Poi c’è la partecipazione al Continental Shield che potrebbe venir rimodulata e l’ipotesi di mandarci delle franchigie si sta facendo strada. Qualcuno dovrà digerire il ritorno dei Dogi?

Insomma questo “coordinamento” sembra si stia occupando di questioni ben più ampie che l’organizzazione di un campionato, sta facendo cose che la FIR non fa. Possiamo dolercene? Assolutamente no, è giusto ringraziare. Non è il sogno che ci si aspettava ed è nella traccia del peggior politically correct ma, vista la situazione, il realismo dicono sia d’obbligo.

Se questo “coordinamento” prende in mano alcuni mali del nostro rugby per tentare di curarli merita un sincero plauso e da queste parti, vista così la cosa, ci si può solo augurare che siano medici liberi di curare al meglio. Senza ascoltare troppo il Primario.