Forse la partita più dirompente è stata quella che si è giocata a Firenze, alla fine gli uomini di Presutti non ce l’hanno fatta ed il punto di bonus, era evidente, non era un obiettivo preso in considerazione dai Medicei. Match delle difese, alla fine se lo porta a casa un San Donà che crede nella sua mischia ma sa anche giocare al largo quando davanti sono duri da far diventare matti. Ambrosini uomo in più nel mondo biancoceleste, c’è sempre troppo Basson in quello fiorentino, ottimo però il sudafricano di Western Cape.

Calvisano tentenna con Reggio e riempie di errori la sua prestazione, il Petrarca porta a casa il risultato in una partita che in certi momenti invitava al pisolino pomeridiano e Viadana fa il suo in casa della Lazio. Poi c’è il pareggio.

Le Fiamme Oro l’hanno fatta grossa, hanno preso ed ingabbiato i rossoblù di McDonnell. La partita è stata a tratti davvero davvero bella, la mischia di Rovigo che prevale e poi, nel corso del match, che assiste alla crescita di quella di Guidi. Partita fisica che, ogni tanto, tipico dell’Eccellenza, perde i contenuti tecnici per strada e diventa disordinata, poco movimento molto gioco statico, perchè Rovigò è così, un po’ troppo così.

Il match alla fine è un pareggio e lascia dietro di se ben pochi rimpianti ma la consapevolezza che le Fiamme Oro hanno messo in cantiere il quarto posto da play-off e che con tutta probabilità solo il match del 7 aprile a casa dell’altra contendente, il San Donà, potrà dire la parola fine sulla disfida che per ora è solo a distanza.

Sulle Fiamme Oro e i suoi stranieri ci urge però un rimbrotto. Non ce ne voglia il Presidente Armando Forgione ma qualcosa gli sta sfuggendo di mano. Le Fiamme Oro, si sa, sono un team importante, sono parte integrante del Corpo della Polizia di Stato, sono un pezzo irrinunciabile del nostro sport, da queste parti si ha pure una certa ammirazione per tutto l’apporto che questa Società sportiva consegna allo sport italiano ed al rugby. Quando diciamo Fiamme Oro ci viene  in mente anche il loro Gruppo Giovanile che opera con grande successo su una zona di Roma che dobbiamo definire “difficile”. Le Fiamme Oro capitale dello sport italiano. Ottimo e davvero grazie.

Però, c’è un però. Si diceva “..sport italiano..”? Perchè i migliori in campo delle Fiamme Oro nel match con Rovigo sono stati Luca Cameron Roden, 23 anni, neozelandese, che sono passati i tempi che il talentuoso calciatore delle Fiamme Oro si chiamava Nicola Benetti, e soprattutto il Man of the Match con due mete a segno, l’estremo Junior Ngaluafe, neozelandese anche lui. Strano che ci siano gli stranieri nella squadra della Polizia (italiana) di Stato? Molti sostengono di si. Anche “Il Nero il Rugby” sostiene questa teoria anche senza attaccarsi all’art 2 dello Statuto del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro che dice “I Gruppi Sportivi hanno per scopo istituzionale l’educazione, la formazione e l’addestramento, finalizzati all’avviamento allo sport dilettantistico del Personale della Polizia di Stato, che dimostri particolari attitudini agonistiche, dei loro figli e simpatizzanti…… “. Il fatto che ci siano gli “esterni” alla Polizia di Stato che giocano nelle Fiamme Oro Rugby non è bellissimo ma da queste parti ci accontenteremmo fossero talenti o potenziali talenti italiani, magari provenienti dalle Accademie italiane e non da quelle neozelandesi.

Insomma se c’è una Polizia che ha strappato il pareggio a Rovigo pare sia quella neozelandese. Ora non sappiamo se Ngaluafe sia un poliziotto neozelandese, se ad Auckland dirigeva il traffico, faceva le multe o dava la caccia ai cattivi ma le cronache raccontano lui sia solo un giocatore di rugby e sogni un futuro da professionista o forse lo è già. Allora sta facendo esperienza nella nostra Eccellenza? Legittimo. Nelle Fiamme Oro? Almeno strano, perchè, ci si chiede, possibile che nelle nostre meravigliose Accademie non ci fosse un estremo capace e talentuoso da far crescere sotto l’ala (e i soldi dello Stato italiano) delle Fiamme Oro?

Il Campionato di Eccellenza mette già in campo abbastanza disparità, incongruenze, diversi livelli e punti di partenza, team che non suonano nella stessa “orchestra” e la campana stonata dei talentuosi neozelandesi alle Fiamme Oro è inopportuna, veramente tanto e,  comunque sia, non “eccellente”.