Due cose due, che fanno bzzzz, cose da corto circuito. Fanno sorridere, riflettere oppure ecchisene… ? Fate voi.

AMERICA SENZA LO SHOW Niente spettacolino per i futuri consumatori di rugby di Los Angeles, la trasferta del Super Rugby in terra americana con l’amichevole di lusso pre-campionato fra Bulls e Stormers non ci sarà. Piangono sconfortati i businessman californiani che già avevano fatto il conto del budget in ticket e poi  patatine, hamburger e salsa barbecue,  le solite Cheerleader stile NFL che hanno perso l’ingaggio, tirano un sospiro di sollievo i giocatori che si fanno un viaggio in meno in giro per il mondo e gli appassionati di rugby veri che vedranno la partita live allo stadio di Wellington in Sudafrica.

Motivazione di cotanto rifiuto di fronte alla proposta americana la raccontano in un comunicato i Bulls:” Il tour è stato annullato a causa di problemi relativi ai trasferimenti e alla logistica. Il benessere dei giocatori e dello staff sono estremamente importanti sia per i tori Vodacom che per gli Stormers DHL e non saranno compromessi per fare una trasferta come questa”. 

Il rugby tutto show e sportellate che piace tanto a certi americani perde un punto. Viva il rugby.

MERCATO MERCATO FORTISSIMAMENTE MERCATO Le notizie sono Sopoaga che va agli Wasps nella prossima stagione ed una intervista a Danny Cipriani che dice che lo ha chiamato un club francese. Oggi come oggi è tutto così, uno stillicidio incessante e continuo tutto anglo-francese di questo tipo di “notizie”.

Siamo arrivati agli scoop da Novella2000, il gossip del rugby è pienamente in funzione e la trasformazione di giocatori di rugby che rispondevano ai valori, alle regole, allo stile del nostre sport in macchiette da prima pagina è già a buon punto. Del resto è il professionismo bellezza! Impone altre regole, altro stile e per i valori c’è il budget !

Il rugby professionistico dal budget sempre più alto comincia a prendere forma per quello che è, i soldi contano di più, sono più alti di una qualsiasi seconda linea ben attrezzata, sono più importanti di un qualsiasi Coach, per crescere però non vanno in palestra e bisogna fare altro.

Ecco allora che il “mercato” diventa determinante e si comincia a parlare di spostamenti dei giocatori già a novembre e fino a giugno è un fuoco di fila, una guerra di posizione che punta a rosicchiare pacchi di diecimila eurini qua e là. Fortissimamente mercato, nel significato più stretto del termine.

E’ la legge del professionismo! Quello che si fa le regole da solo però. Et voilà.