Ospreys v Saracens – Champions Cup 2017/2018 – Incontro del 13/01/2018 Risultato 15 – 15

Siamo sempre meno? Pare di si. Nel trascorso fine settimana si è disputato un turno di coppe europee del nostro sport ma in Italia lo sanno solo in pochi intimi e comunque i numeri sono imbarazzanti rispetto ad attese, volume di autoreferenzialità e milioni di euro spesi sulla piazza.

Punto primo. Eurosport questo fine settimana è stato tutto in streaming ed ecco che il rugby scompare dalla visuale dello sport italiano perchè, diciamoci la verità, lo streming-web è una gran bella cosa, soprattutto per i giovani smanettoni e per gli aficionados della rete, ma è accessibile solo ad una piccola parte della popolazione sportiva. I motivi sono moltissimi, vanno dal fattore di comodità, a quello della TV non compatibile, allo stesso stile di visione dello sport sul piccolo schermo, fino alla cultura digitale che sarà pronta per lo streaming 100% circa fra 20 anni (così dicono i guru più ottimisti del mondo digital web ).

Lo streaming web di Eurosport poi è una nicchia nella nicchia perchè è un pay per view.

Con il rugby fuori dal palcoscenico che conta lo sportivo medio italiano ha evitato di fare zapping sulla debacle delle Zebre contro Pau, la figura magra della Benetton contro Tolone e la sconfitta di Calvisano contro i tedeschi dell’Heidelberg. La crema del nostro rugby ha fatto flop ed il sistema mediatico italiano era praticamente assente. Cosa dite, meglio così? Mah.

Punto secondo. Niente TV e niente vittorie, ma si dovrebbe dire, meglio, niente vittorie e niente TV. Perchè le due cose vanno di pari passo e così questo trascorso fine settimana ha dato esempio di un sistema che non funziona pensate un po’, neanche nella milionaria oasi felice di Zebre-Benetton. Perdere sempre genera zero appeal mediatico e così le coppe europee di rugby non interessano chi le trasmette in Italia, ovvero un network, quello di Eurosport, che lo fa per soldi ed ha i suoi buoni elementi per giudicare che non interessano nemmeno al pubblico.

Punto terzo. Abbiamo esaurito persino i telecronisti di rugby. Sono rimasti in due, solo e sempre loro, se Eurosport/DMAX programma, magari in streaming, dieci partite in un giorno il duo Raimondi-Munari commenta tutte e dieci le partite. Scarsa fantasia, accentramento iper-egocentrico del duo di cui sopra, mancanza di talenti in grado di raccontare di rugby, tagli di bilancio presso il gruppo Discovery, cosa sarà? Oppure è solamente una non volontà di investire nel nostro sport da parte del Gruppo televisivo?

Insomma il giro del rugby si restringe sempre di più. Pochi giocatori di alto livello con nessun italiano a guidarli, con solo due squadre italiane a spartirsi la torta, con poche o quasi nulle vittorie con nessuna TV a mandarli in onda perchè ci sono pochi spettatori che si rifugiano allora nello streaming a pagamento. Persino i telecronisti seguono la logica degli highlander.

Il giro si restringe ed ora siamo arrivati al punto che anche il nostro Alto Livello ha bisogno di andare a cercarsi visibilità. Chissà qualcuno faccia due conti su cosa ci costa tutto questo.