La questione del Mogliano Rugby il quale comunica a mezzo stampa il rilascio di circa un quarto della rosa per impossibilità a pagarne i compensi e fra questi di tutti gli stranieri (Padrò, Halvorsen, Connoly)  è una questione che si ribalta pesantemente sugli equilibri del Campionato ma soprattutto sul suo assetto futuro ovvero sull’impegno che i Presidenti delle Società di Eccellenza si sono dati per costituire la Lega di Club, impegno sul  quale hanno dato il mandato di portavoce al Presidente del San Donà Alberto Marusso.

Può quindi una Società del prossimo ed auspicato campionato di Lega dei Club trasformarsi in corsa in una Società di categoria inferiore per motivi economici con tutto ciò che ne consegue incluso assetto di preparazione tecnica e conseguente livello di gioco, strumenti di gestione del club e della sua presenza ed assistenza dentro e fuori il campo?

E possibile si verifichi una cosa  come questa  in un campionato che vuole “maggiore appealun maggior protagonismo dei club nell’organizzazione del calendario e delle linee di sviluppo della formazione degli atleti …passando dagli strumenti di visibilità con la costruzione di un format condiviso….streaming….di un broadcast televisivo che dia spazio al rugby, …formazione degli atleti…permit player …un nome e a un marchio della Lega, che si doterà di un piano pluriennale di marketing”? Tanto per citare le ambizioni di questa Lega così come elencate nel comunicato stampa che decretava la nascita del tavolo dei Presidenti e dava l’incarico di rappresentarlo proprio a Marusso.

Perchè la questione attuale di Mogliano si è sempre verificata anche negli anni scorsi,  praticamente ogni anno. Questa cosa pone evidentemente la necessità di stabilire dei parametri di ingresso per poter far parte di questo nuovo campionato di vertice italiano e la copertura economica non può mancare fra questi parametri.

In Italia per realizzare questa nuova Eccellenza sarà probabilmente necessario stabilire un tetto economico minimo per farne parte, un proprio budget magari anche garantito che includa i costi di funzionamento della stessa Lega (negli altri modelli di Lega conosciuti si stabilisce più facilmente il tetto massimo non quello minimo, ahimè).

Una domanda da fare al portavoce Marusso da queste parti l’abbiamo eccome: se si stabilisce un tetto economico minimo di ingresso che rappresenti il progetto di cui sopra (appeal,organizzazione, sviluppo e formazione atleti, visibilità, format, streaming, bradcast, permit player, marketing …) e che fatti due conti rapidi si fa presto a valutare, restando bassi e terra terra, in uno o due milioni di euro a stagione per ogni squadra, ci sono in Italia 12 squadre in grado di garantirlo? 

Perchè la FIR ha stabilito che il prossimo campionato di Eccellenza deve essere a 12 squadre ed ora i casi sono due o Alberto Marusso spende la sua prima carta da portavoce raccontandoci che ci sono in Italia pressapoco una ventina di milioni di euro all’anno pronti da investire in Eccellenza (da queste parti siamo pronti a festeggiare) o deve andare dal Presidente Alfredo Gavazzi, che dovrebbe riceverlo visto che risulta ne sia stato sodale per l’elezione, e dirgli che 12 sono troppe e si è sbagliato.

L’alternativa è un papocchio tutto italiano, il rischio è uno scarabocchio di Lega che poi pretenderemo piaccia ai media, agli sponsor, al pubblico, ai paesi esteri  e via così.

Quella “economica” è solo una delle condizioni che la potenziale Lega ha davanti a se ma subito questa questione pone Marusso e gli altri Presidenti di fronte al nodo vero di tutta la faccenda: l’indipendenza reale della Lega dei Club dalla FIR. Insomma il Presidente del Rovigo Francesco Zambelli l’anno scorso non aveva tutti i torti, il nodo vero è solo quello lì.

One Comment to: CASO MOGLIANO: MARUSSO DAVANTI AL VERO NODO SULLA LEGA DEI CLUB

  1. vusbas

    gennaio 17th, 2018

    Stefano alle prossime elezioni ti devi candidare,con Innocenti saresti ottimo
    fa stò sacrificio per il bene della nostra passione
    un caro saluto roberto