Eccellenza dai toni forti per questo decimo turno: sono 255 i punti segnati nelle 5 partite, una media di 51 a partita, una infilata di mete importante, un festino degli attacchi? Una strage delle difese? Forse nulla di tutto questo, il calendario riservava a questo turno una certa evidenza delle differenze in campo, il campionato è spaccato e quasi tutti i match di questa giornata sono finiti con oltre 20 punti di distacco, solo i Medicei da perdenti si sono salvati.

Ritorna il tema sulla necessità di un  campionato più “equilibrato”, alcuni dicono più “competitivo”, altri dicono solo “alzare il livello”, ma cosa è questa cosa? Avremo il tempo per parlarne, le Società di Eccellenza si sono poste un obiettivo associativo (la famosa Lega) e questo sarà sicuramente argomento di discussione (o almeno lo si spera).

Intanto però, tanto per fare un esempio, non del tutto asinesco ma neanche troppo scientifico, tanto per entrare nella logica della parola “equilibrio” o campionato “competitivo”,  prendiamo le ultime giornate del campionato inglese e di quello francese.

La 13a giornata di Premiership (12 squadre, 6 partite) si è chiusa con un totale di 306 punti segnati, 51 per match, esattamente come l’ultima giornata del nostro massimo campionato, ma nella super categoria inglese 4 partite su 6 si sono chiuse con un distacco fra la vincente e la perdente sotto i 7 punti.

Nella 15a del francese Top14 (14 squadre appunto e 7 partite) i punti segnati sono stati 292, 41 per match ma c’è stato 1 pareggio e altri 4 match che sono finiti con una differenza di meno di 10 punti.

Anche se è vero che abbiamo preso una giornata a caso, fate l’esperimento da soli i prossimi mesi o fatelo all’indietro, non troverete sensazionali differenze. I Campionati inglese e francese, per quanto inarrivabili, ci lanciano da sempre un messaggio: non basta alzare il livello, bisogna che lo possano fare tutti o quasi. Questo è uno dei temi che la potenziale Lega delle Società del massimo campionato, il prossimo anno allargato a 12 squadre, dovrebbe fare proprio.

Allora giornata di Eccellenza senza scossoni? Assolutamente no perchè la prestazione di San Donà nel match di cartello è stata strepitosa, a Viadana sono ancora lì che cercano di capire la marca dello schiacciasassi che è passato sopra il XV giallonero. Perchè la differenza all’inizio non era così evidente: i biancocelesti di casa che spingono in attacco ma che fanno scarso avanzamento e la difesa del Viadana che batte e ribatte sui punti di incontro con piglio deciso e decisivo. Nonostante la sostanziale parità di risultato della prima mezz’ora si vede bene però che il San Donà è più reattivo, coordinato, mentre Viadana è distratta, pasticciona, imprecisa, poi per tutta la partita farà difficoltà a fare più di due passaggi senza un errore.

A forza di far difesa e solo difesa a Viadana ci scappa il cartellino giallo ed allora San Donà mette a frutto la propria superiorità tattica dimostrando, in  una partita giocata quasi completamente in attacco, una solidità preoccupante anche per quelli che stanno davanti in classifica. Veloci alla mano, durissimi in ordinata, non sempre efficaci alla rimessa ma decisamente duttili nella costruzione dei ruoli (dalla panchina saranno costretti a mettere uomini fuori ruolo), quelli del Piave hanno due marce in più rispetto agli avversari e le due mete del KO gestite nei primi minuti del secondo tempo sono prova evidente. Derbyshire in campo continua ad essere una sicurezza, gran match il suo, ma la prima linea del San Donà è ottima, Zanusso e Bauer in testa,  Reeves fa bene il suo mestiere e le due ali Falsaperla/Pratichetti mettono punti in saccoccia con molta intelligenza.

Viadana annichilito, a tratti irriconoscibile, palesemente piegato dagli avversari è incapace di risolvere un solo problema in campo; a tratti supponente a tratti scolastico, il suo inizio del secondo tempo, giocavano come fosse un allenamento, è lo specchio di un match poverissimo di contenuti per i gialloneri che peserà nella economia della classifica. Va bene la seconda linea, invece tutta la mediana è rimasta al pranzo di Natale, le ali erano convinte bastasse correre, reparti a tratti slegati, gioco poverissimo. Giornata brutta, anzi bruttissima.

Rovigo, Petrarca e Fiamme Oro che vincono con la coda della classifica fanno bene a gioire ma senza esagerare che il meglio se lo giocano semmai fra di loro. Il Petrarca, tra l’altro, dicono le cronache abbia subito più del dovuto, al team di Marcato al prossima pausa può solo fare bene.

Un punto di merito va invece appuntato ai toscanacci Medicei che mettono in difficoltà la armata giallonera di Brunello la quale non è solita prendere 23 punti, solo Rovigo ci era riuscita però al Battaglini. Gli uomini di Presutti come previsto cominciano ad adattarsi al campionato maggiore e tentano le prime sortite, saranno un osso duro per tutti ma sopratutto daranno vita a partite interessanti che vale la pena, quando passano loro, andare a vedersele allo stadio.

Adesso l’Eccellenza, vittima della sua infausta formula a singhiozzo, si ferma e torna il 27 gennaio con match-clou a Roma (Fiamme Oro Vs Rovigo) e Firenze (Medicei Vs San Donà): due partite che promettono gran rugby.

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