Oggi ci si vuole divertire sui percorsi del rugby,  circuiti sempre più chiari, a volte sempre gli stessi.  Ci sono delle rotte segnate. Giocatori che si muovono da isola a isola, oppure fino alla terraferma, cambiano team come scartare una caramella, imparano inni diversi dal proprio. Tutti bene o male sulle stesse rotte, si muovono moltissime volte per soldi, altre volte in cerca di soldi, altre volte per crescere, altre volte…. . Le casistiche si sprecano ma oggi si fa insieme un gioco sfruttando le direttrici dei giocatori che si muovono nel mondo. Proviamo a vedere qualcosa, poi magari il resto del gioco che manca aggiungetelo voi.

Se in principio sei un tongano o samoano e giochi a rugby cosa fai? Verifichi se hai un parente australiano o neozelandese e colà ti rechi, se non ce l’hai allora guardi un po’ cosa fanno in Italia, Romania e via così in Europa: magari a forza di cercare ti telefonano direttamente i francesi. La prima tappa, se sei uno bravo,  è però australe. Ecco che il rugby ti da un paio di soddisfazioni ed allora hai già un paio di “passaporti”, quello tongano “vale” meno, quello neozelandese fa sognare tanti ed allora tiri fuori quest’ultimo e vedi se l’Europa ci sta. Se sei forte davvero magari un posto in Francia ti arriva, anche in Federale1 può andare, altrimenti un neozelandese in Italia non si nega a nessuno. Se sei giovane in Francia arrivi anche alla Nazionale. Se sei neozelendese anche in Italia, anche se non sei giovane. Quando hai finito torni a casa con qualche dollaro in più e tante foto di tante belle città europee. Non male.

Se sei gallese o irlandese che fai? Giochi nel tuo paese. Orgoglio e cuore, inno a squarciagola, birra e bandiera, poi magari se sei uno forte arrivi dove conta. Ecco allora che ti telefonano dalla Francia, sempre loro, si vede che quelli lì hanno le tariffe telefoniche decisamente interessanti. Allora se vai via dal tuo paese diventerai un caso nazionale, la tua federazione cercherà gli sponsor per riportarti a casa. Da questo ti accorgi se sei una cicca oppure no. Se però trovano un tuo sostituto per la Nazionale resti dove sei e tanti saluti. Non si è mai sentito però di un gallese o irlandese che va a giocare in un team di Superugby. Le rotte “inverse” non esistono.

Se sei inglese rimani dove sei, se sei forte ti telefonano sempre quelli della bolletta bassa, altrimenti può accadere che magari hai conosciuto una carina al mare, a Jesolo o Numana, allora vieni a fare il mediano di apertura in Italia. Pagano poco ma vuoi mettere che vita! Comunque i casi sono rari e non solo perchè gli inglesi non se ne intendono di donne.

Se sei sudafricano c’è poco da ridere, oggi come oggi dipende anche dal colore della pelle, quindi, visto che c’è poco da ridere lasciamo stare.

Se sei argentino e la tua nazionale non ti avrà mai allora l’Italia è casa tua, stessa dinamica godereccia della vita, in quel caso va bene anche la serie A. In alternativa c’è la Francia e qualche altro paese europeo, allora magari tiri su anche qualche palanca di più ma non te la godi davvero. Se sei uno forte soffri la pioggia in Inghilterra. I sudamericani che si girano verso l’emisfero australe sono rari, capito perchè?

Se sei francese ti coltivi il tuo club locale perchè con tutte le telefonate che fanno i tuoi capi in giro per il mondo ti spuntano anche da sotto il letto sudafricani, samoani, georgiani, britannici e persino qualche italiano. Di pensare alla Nazionale non se ne parla nemmeno, metà sono già telefonati. Se sei francese, giochi discretamente a rugby e non hai fatto l’Erasmus vedi un po’ chi ti telefona dall’Italia ma costi troppo e/o sei abituato troppo bene. Ma, se sei francese, in Francia ci sono una montagna di campionati di rugby, perchè devi andare a rompere le scatole agli altri?

Se sei neozelandese giochi sempre e ovunque, prima di tutto perchè il mito della haka è anche più forte di te ma poi perchè in certe parti d’Europa tu hai moltissime possibilità di essere sopra la loro media. Quando hai finito il tour europeo e sei uno forte, un neozelandese con un certo nome allora vai a finire la carriera in Giappone. Lì ci trovi altri che magari sono arrivati direttamente dal paese natale, alcuni sono nel giro della Nazionale locale. Si sta bene in Giappone anche se la Nuova Zelanda sembra vicina ma non lo è, sono 11 ore di volo. Soffri.

Se sei italiano… non si scrive, è un esercizio inutile. Siamo nel paese più bello del mondo, il rugby non sarà un gran che ma vuoi mettere?

One Comment to: I GIOCATORI GIRANO IL MONDO SU ROTTE FATTE DI RUGBY, DI CUORE E DI …

  1. Andrea B.

    dicembre 29th, 2017

    Applausi ! 🙂