Massimo Brunello, Head Coach Rugby Calvisano Campione d’Italia

Massimo Brunello, nato ad Arquà Polesine (RO), classe ’67, per le generazioni più vicine è il Coach del Calvisano Campione d’Italia, oppure quello delle giovanili FIR dal 2009 in poi, tutti successi, ma c’è di più.

Massimo Brunello, per chi il rugby ha cominciato ad incrociarlo diverso tempo fa, significa parlare di un giocatore che ha vestito fino a tutti gli anni Novanta per 257 volte la maglia del Rugby Rovigo, l’unica maglia da lui vestita da giocatore, ha realizzato per Rovigo quasi 540 punti e più di cento mete, ha vinto due scudetti rossoblù, vissuto 8 caps per la Nazionale italiana e poi allenato prima le giovanili e poi la prima squadra sempre della sua Rovigo fino al 2009, con un intervallo di qualche anno, anche lì da vincente, nella vicina Badia Polesine.

Brunello è, prima di tutto, un profondo conoscitore del rugby, un talento a tutto ovale che dal 2015 ha plasmato la ripartenza di un Calvisano che adesso sembra non fermarsi più. Un pugno di domande per lui, ecco le sue risposte.

Stefano Franceschi:” Eccellenza, Calvisano sempre al Top anche se tutto sembra meno facile rispetto all’anno scorso per la tua squadra, qualche assetto da mettere ancora a punto oppure

Massimo Brunello:” Credo che fino ad ora i numeri siano più o meno quelli della stagione scorsa, punto più punto meno, e qualche meta in meno segnata; penso invece che gli avversari abbiano fatto grossi sforzi per migliorarsi e quindi la competizione è più dura; dal canto nostro è vero che abbiamo cambiato un terzo della rosa (11 su 33) e quindi è normale che nei primi mesi ci sia stato un assestamento che, secondo me, sta via via migliorando.

S.F.”Questo campionato di Eccellenza sembra fare ogni anno, prima di tutto sotto il profilo tecnico, un passo indietro ed il risultato anche sugli spalti purtroppo si vede…”

Massimo Brunello:”Non sono completamente d’accordo su questa analisi del Campionato di Eccellenza, perché secondo me non è vero che ha fatto un passo indietro. Vedo squadre sempre più organizzate con dei profili di giocatori interessanti dal punto di vista tecnico e fisico; negli ultimi due anni hanno debuttato in Nazionale Maggiore tanti giocatori che provengono dall’Eccellenza o che vi avevano giocato l’anno prima (Quaglio, Panico, Giammarioli, Bronzini, Minozzi, Licata…). Il problema del poco pubblico andrebbe risolto con operazioni di marketing precise, perché ormai non basta più solo la prestazione sul campo, ma va creato l’evento, come avviene già in altri sport.

S.F.:“Allora hai una tua idea per rilanciare il campionato di Eccellenza?”

Massimo Brunello:”Non ho un’idea precisa. Penso che si potrebbero pianificare operazioni coordinate tra le Società, come sta avvenendo nella formazione di una  Lega, con l’obiettivo di costruite un prodotto “Campionato”, che abbia appeal verso il pubblico e gli sponsor.

S.F.:Andiamo adesso sul campo, anche in Eccellenza comincia ad entrare il rugby condizionato dalle nuove regole e le difese diventano la chiave di volta di ogni match, insomma pare che la chiave di volta sia “primo: non prenderle”. Come vedi la cosa? Qual è il rugby che davvero preferisci?

Massimo Brunello:”In verità il regolamento tende sempre ad aiutare la squadra che è in possesso di palla o in attacco, è chiaro che le difese sono condizionate  dall’attacco e diventa quindi determinante la consistenza fisica nello scontro. Io preferisco una squadra che prova a giocare negli spazi con passaggi, corse, movimento del pallone e dei giocatori in campo. E’ vero anche che, senza una buona difesa, è difficile avere palloni di recupero, che sono i più interessanti da utilizzare e soprattutto non si vince senza difesa.

S.F.:”Da queste parti ci si sta muovendo per una introduzione di un protocollo parziale ma più stringente sulla concussion, il Prof Ieracitano ci ha detto che “ Si può introdurre il metodo usato nelle semifinali a tutte le partite di Eccellenza rinunciando intanto a due fattori del protocollo internazionale: il medico neutrale e la prova video”. Come vedi questa possibilità?

Massimo Brunello:”Io sono favorevole alla tutela della salute dei giocatori sempre e comunque; poi se questa tutela deve passare attraverso regole che non sono nel protocollo internazionale, ci possiamo adeguare ugualmente.

S.F.:Torniamo al Campionato di Eccellenza, Petrarca, Rovigo, Fiamme Oro ma anche Viadana e San Donà sembrano queste le pretendenti oltre al tuo Calvisano per le prime quattro posizioni e quindi la lotta per il titolo, cosa temi e/o invidi ad ognuna di queste tue avversarie?

Massimo Brunello:”Mi piace la rosa di alto livello del Petrarca, allo stesso piano di quella di Rovigo, al quale invidio anche la tradizione, la storia e l’orgoglio rossoblù. Le Fiamme Oro quest’anno hanno uno staff allargato di qualità, che tutte le squadre vorrebbero avere, dato dalla solidità societaria. Viadana e San Donà riescono a esprimere il massimo dalle loro capacità tecniche e societarie, che secondo me sono inferiori a quelle che gli stanno davanti in questo momento.

 S.F.:” … ma il tuo Calvisano è sempre in testa, la formula magica quale è?”

Massimo Brunello:” Non c’è formula magica, magari l’avessi, il succo è cercare di amalgamare in maniera produttiva le varie potenzialità di questa squadra: esperienza  dello zoccolo duro della squadra, freschezza e voglia di affermarsi dei tanti giovani. Fondamentale è lavorare in un ambiente societario sereno, con tranquillità, in strutture adeguate alle esigenze. Tecnicamente abbiamo fatto scelte che potevano sembrare rischiose su giovani promettenti e ambiziosi. Credo che tante di queste scelte si stiano rivelando azzeccate. Ogni giorno comunque alla base c’è un duro e costante lavoro, con staff e giocatori per migliorare settimana dopo settimana, non dando mai per scontato di essere i migliori.