Per una volta però partiamo dal fondo anche perchè lì, nel brutto cunicolo dell’ultima posizione, che non retrocede nessuno ma pur sempre  brutto cunicolo è, c’è quella che fino a pochi anni fa è stata una rivelazione del rugby veneto: il Mogliano.

I biancoblù arrivano in Eccellenza per l’annata 2010/2011, sul traino della “promozione” in Celtic League della Benetton Treviso, in quella 2012/2013 sono Campioni d’Italia guidati dal due Casellato-Properzi che guidano alla vittoria i vari Steyn, Barbini, Tory Nathan, E. Pavanello, Rodriguez. Lucchese, Galon, Fadalti (in ordine sparso).

Nei successivi tre anni il Mogliano è sempre approdato fra i primi quattro schierando i vari Padovani, Odiete, Tommaso Boni, Luca Sperandio, Simone Ferrari, Ornel Gega e via così. Negli anni molti hanno rilevato che Mogliano abbia rappresentato un po’ la culla delle promesse selezionate per destini ben più elevati (Benetton Rugby).

Lo scorso anno arriva invece la ottava posizione in classifica e quindi il mancato accesso al premio in denaro messo in palio dalla FIR per le prime quattro, alcuni dicono questa cosa abbia pesato moltissimo in una Società che ad oggi sembra abbia un assetto dirigenziale ancora in via di formazione (diciamo così) ed una struttura economica che si dice sia fragile.

Tutto questo da solo fa l’ultima posizione? Assolutamente no, Federico Dalla Nora, il nuovo Coach del Mogliano, ha per ora prodotto un team che non regge gli ottanta minuti, con un assetto mentale non lucido; inoltre il mondo ovale d’Eccellenza è abituato ad un Mogliano almeno tenace, combattivo fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata e che oggi appare invece con la luce spenta. Se il Rugby Mogliano in se non ha nulla da temere, ha dalla sua un settore giovanile tecnicamente selezionato ed invidiabile, la prima squadra manca clamorosamente all’appello: perché ci sono tanti modi anche di perdere.

Punto di bonus per San Donà a Roma contro le caricatissime Fiamme Oro che al 4/5 al piede del biancoceleste Ambrosini rispondono con il 5/5 di Roden. Il punteggio racconta di partita dominata dai cremisi con quelli del Piave che verso la fine strappano il punticino che fa classifica.

Le Fiamme Oro spesso si vantano della propria vocazione, della propria specificità e della propria dimensione sociale, quindi ora una nota sulla squadra statale della Polizia italiana del nostro rugby diventa d’obbligo: i tre cremisi stabili nel Primo XV Chauncy Edwardson, Ngaluafe e Cameron Roden sono evidentemente frutto di uno scambio culturale con la Polizia neozelandese, altra spiegazione non c’è.

A volersi fare una risata si potrebbe dire quello disputato in Toscana più che un match poteva sembrare una rimpatriata: quando la partita è iniziata c’era più lungo corso rossoblù fra i Medicei che fra quelli venuti dal Polesine. Partita per lunghi tratti gradevole e, fino a che Firenze è rimasta salda, ovvero venti minuti, anche incerta, poi Rovigo ha scelto la strada e la potenza si è vista tutta. Due osservazioni valgono la partita.

La prima sui Medicei, coriacei nonostante tutto, sufficientemente armonici, mancano di ritmo ma quello nel corso della stagione può solo migliorare ed allora saranno dolori per gli avversari. Se il progetto toscano si dimostra tale, con un Presutti alla guida il prossimo campionato questi fiorentini potrebbero avere qualche ambizione in più.

La seconda su Rovigo che è apparso in ripresa, più tonico e deciso, fa movimento costruttivo con la palla ed è più collegato anche senza, il prossimo appuntamento eccellente per loro è il derby con il Petrarca ed abbiamo detto tutto.

Il Petrarca vince contro un ottimo Viadana ma i padovani per la prima volta non convincono anche se il merito forse è molto giallonero. Se nel primo tempo è il Petrarca che domina sugli spazi al largo, cura i placcaggi ed esibisce una ottima mischia, il secondo è quasi tutto a trazione Viadana che però fa e, qualche volta, disfa.

In generale si è vista la solita ottima difesa dei petrarchini condita con una dose di “testa” non indifferente e le prestazioni davvero eccellenti di Conforti, Trotta e Vannozzi. Il Viadana subisce inizialmente il match e quando prova a risalirlo si scontra con qualche meccanismo ancora da rifinire che genera qualche errore di troppo; ottima prova degli argentini Finco., una spina nel fianco degli avversari e Caila, durissimo e determinato, ma il Man of the Match giallonero, soprattutto per l’interpretazione del gioco in movimento, da queste parti è il tallonatore Massimo Ceciliani, lombardo di classe ’97, bravo.

L’Eccellenza torna il 23 dicembre, in mezzo c’è Continental Shield e Trofeo Eccellenza.

Per quanto riguarda il torneo europeo pare i team italiani si siano resi conto che racimolar figuracce potrebbe non essere obbligatorio, il Petrarca ha già annunciato la miglior formazione in Germania e le altre sono sullo stesso piede di guerra. Speriamo tutto bene.

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