Cariparma Crédit Agricole Test match 2017, Firenze, stadio Artemio Franchi, Italia v Argentina

Italia Vs Argentina è andata come hanno visto tutti, primo tempo dove gli Azzurri non riescono a infastidire più di tanto una pessima Argentina e secondo dove i sudamericani decidono di spegnere l’interruttore agli Azzurri e ci riescono senza alcun problema.

E’ mancato un po’ tutto, anche il mitico fitness, è mancata la panchina, la mischia, è mancata una linea di gioco che non fosse pure individualità. Sono mancate un sacco di cose ma non, a fine partita, i complimenti ai nostri. Siamo stati tutti lì a cercare il pelo nell’uovo nel tentativo di poter dire alla fine la solita frase, raccontarci insomma che abbiamo fatto dei progressi. Purtroppo non è vero e non si riesce a vedere nessuna escalation.

Eppure gira un certo ottimismo, anche da queste parti, perchè il clima è quello che la fa da padrone. Tutto pare sia più sereno, i ragazzi sembrano molto più duri e motivati, poi si guarda la partita e non si vede la differenza. Non quella con l’Argentina, dica quello che vuole O’Shea ma la differenza con i pur mezzi disastrati biancocelesti si è vista eccome, non si vede la differenza sul piano del gioco rispetto ad un certo per nulla trascendentale passato azzurro.

Due anni di O’Shea e siamo ancora lì. E’ il caso ci si renda conto da quanto distante si partiva ed anche che forse l’irlandese non ha la bacchetta magica. Intanto dietro premono gli altri, la Romania ha vinto con Samoa ed è candidata a superarci nel ranking, la Giorgia, che nel ranking è già più avanti di noi, ha fatto vedere i sorci verdi al Galles e poi, davanti a noi, c’è la Scozia che colleziona un figurone con gli All Blacks che per un attimo erano diventati grigetti.

Adesso per l’Italia c’è il Sudafrica e sarebbe il caso si dicesse che la vittoria azzurra è una necessità prima che un dovere, prima che una legittima aspirazione. Abbiamo bisogno del colpaccio che faccia tremare i muri al mondo ma anche le pareti del nostro spogliatoio, che inietti fiducia sui campi del Pro14 ma anche fino all’ultimo campo di periferia. L’Argentina era una occasione, il Sudafrica è una impossibile necessità?

La nostra Nazionale sta affrontando i Test Match più “facili” da molti anni a questa parte. Prima di tutto ha avuto davanti Fiji in formazione rimaneggiata e al primo match della serie, ovvero il peggiore per loro che non sono abituati a giocare insieme e si erano incontrati per la prima volta pochi giorni prima. L’ultimo trascorso fine settimana è stato il tempo di una Argentina che aveva perso persino i cardini di sempre, la sua mischia era solo un ricordo e la manualità della palla andata dispersa per lunghi tratti del match. Ora tocca al Sudafrica che, oltre ai mille problemi che ha già di suo, arriva all’appuntamento con in tasca una vittoria già appagante, quella con la Francia, ed in infermeria qualche acciaccato illustre che forse non vedrà il campo contro di noi.

Vincere due Test Match, chissà perchè questa Nazionale, pur non avendo fatto vedere nulla di particolare, continua a rilasciare l’impressione che l’impresa si può fare, che la partita con il successo non è ancora chiusa. Sarà la fiducia che si ha per O’Shea, sarà il volto determinato di molti Azzurri, sarà la voglia smisurata che sia tutto questo sia vero, sarà il copioso ottimismo che, nonostante i risultati non buoni, ha sempre avvolto il mondo azzurro.

Sia quel che sia di questa vittoria ne abbiamo bisogno, i bilanci vanno fatti dopo, adesso abbiamo bisogno di un risultato vero e si può fare.

2 Comments to: AZZURRI, NIENTE DI NUOVO, NEANCHE L’OTTIMISMO

  1. Simone

    novembre 22nd, 2017

    Leggo il tuo blog venendo a cercare un punto di vista diverso dagli altri. Ci riesci sempre, e sempre volentieri mi apri nuovi scenari.
    Questa volta però devo dire che la pensavo così anche prima di leggere questo articolo, e vorrei prenderlo come una cosa positiva.
    Non si può pensare di andare lontano vincendo una/due partite all’anno segnando 1,5 mete di media (Dati rugby1823). Ottimismo si, positività si, ma qui si è ripartiti dall’anno zero, e gli altri corrono molto molto di più di noi.

  2. vusbas

    novembre 27th, 2017

    E’ ora definire le vere responsabilità ,note, del declino argomentandole .
    altrimenti sarà un’infinita inutile frustrante litania