Vincenzo Ieracitano – Presidente della Commissione Medica FIR

Il Prof. Vincenzo Ieracitano è palesemente prima di tutto un solido rugbista, poi un medico appassionato, è il Presidente della Commissione Medica della FIR, studia i traumi fisici provocati dal rugby.

Il suo curriculum è lunghissimo, in medicina, nel rugby, nella medicina del rugby, ma soprattutto è uno dei sei componenti del Gruppo di Studio sulla concussion istituito da World Rugby. Da queste parti si è cercato lui per parlare di concussion (commozione cerebrale), della attività che per questo si fa in Italia, lui si è subito prestato esordendo, da buon ball carrier, con un “…ho letto l’articolo sul “Il Nero Il Rugby” sulla concussion l’ho trovato anche un po’ provocatorio ma va bene così, di concussion dobbiamo parlarne, questo conta davvero”.

Stefano Franceschi:” …allora guardi da queste parti c’è proprio la voglia di parlarne ma c’è anche un obiettivo..

Vincenzo Ieracitano:” Si, è vero siamo l’unico paese di fascia A in cui nel suo massimo Campionato interno non viene applicato il protocollo nella sua interezza ma ci sono delle condizioni oggettive da superare”

SF:” ..quindi…

Vincenzo Ieracitano:” Il Protocollo HIA non è solo un test, va detto e spiegato. Parlare di concussion significa prima di tutto che trovi definitivo spazio il metodo “Riconosci e rimuovi”. Bisogna informare, formare sensibilizzare tutte le componenti del rugby fino al pubblico sulla differenza fra una botta in testa e la commozione cerebrale. I sintomi principali di “concussion” sono presenti nel giocatore subito e già in campo, può avere senso di disorientamento temporo-spaziale, contrazioni involontarie di arti o muscoli, convulsioni, oppure il sintomo di atassia ovvero l’instabilità allo stare in piedi o camminare stabilmente, ma attenzione perché la perdita di coscienza, così indicativa per tanti, si verifica in meno del 10% dei casi di concussion. Il famoso test di cui tanto di parla viene anche dopo tutto questo, riconosci e rimuovi deve essere immediato, frutto anche di una auto analisi già nell’atleta.

SF:Ci vuole cultura anche per giocare a rugby e non si parla solo di copertura degli spazi…

Vincenzo Ieracitano:” In Italia in generale c’è un problema di educazione allo sport, vi garantisco che nel rugby abbiamo fatto passi avanti, nel calcio è molto peggio. Nel rugby negli ultimi 5 anni in Italia si è passati da 108 a 216 casi traumatici gestiti ma il motivo di questo aumento è che c’è stato una crescita di monitoraggio medico. Per lo stesso motivo nell’ultima RWC (2015) i casi gestiti sono passati dal precedente 4,1 ogni 1000 giocatori per partita per ora a 13. Noi abbiamo applicato il famoso protocollo concussion con il test fuori dal campo nella fase finale del Campionato di Eccellenza dello scorso anno ed abbiamo messo sotto test ben 7 giocatori”.

SF:..ma dopo la concussion…

Vincenzo Ieracitano:”Anche in Italia abbiamo il nostro piano di intervento sul giocatore colpito da concussion: il GRA, Graduale Ripresa Agonistica. Dopo un periodo di riposo fisico e neurocognitico (esempio: no TV, no studio, no…playstation) si attua una fase, su tempistiche precise, di riconoscimento di segni e sintomi che, al riproporsi, fermano il giocatore questa volta a tempo indeterminato. Sia chiaro a tutti che non esiste un esame tecnologico che possa garantire se c’è o no il trauma, ci sono solo delle sperimentazioni sulle quali si sta lavorando”.

SF:Torniamo al rugby giocato, specialmente nel nord Europa si sostiene che le nuove regole cambiate in questi ultimi anni dalla World Rugby, in particolare quelle sul breakdown, hanno aumentato la durezza e la pericolosità del gioco, c’è un riscontro in termini medici di questo dato?

Vincenzo Ieracitano:” No, nessuna modifica rispetto al passato degli infortuni generali, è cambiato il soggetto a rischio, ora ad esempio anche il placcatore rischia molto ma nessun dato conferma veramente a livello medico questa idea.

SF:” Il Campionato di Eccellenza gioca con le stesse regole degli altri ma non c’è attivo un protocollo concussion come quello del Pro14, ad esempio, si potrebbe…

Vincenzo Ieracitano” E’ impossibile farlo nelle attuali condizioni, prima di tutto perché in troppi campi non ci sono le strutture adeguate a partire da un ambito chiuso a ridosso del campo di gioco dove poter eseguire nella piena tranquillità gli esami necessari. Rimane però fondamentale che si porti avanti ovunque il “riconosci e rimuovi”, questo è importantissimo.

SF:” … ma il problema principale è solo l’infermeria messa a disposizione?

Vincenzo Ieracitano:” Purtroppo no, esiste a volte su questa importante materia un atteggiamento diseducativo di tecnici e dirigenti, ci sono grandi ostacoli in questo senso. Nel bene invece devo dire che i principali alleati sulla concussion oggi come oggi sono gli arbitri che sono molto attenti e parlano con i medici quando questi entrano in campo, spiegano al medico cosa è accaduto esattamente….”

SF:Il sospetto che dentro le Società ci sia qualche peccatuccio di troppo ci aveva sfiorato ma ci sono delle soluzioni parziali di avvicinamento che possano intanto mettere in campo profili di sicurezza più alti di quelli attuali? Magari un protocollo sperimentale HIA made in Italy che sia comunque un gran passo avanti? Se si cosa serve?

Vincenzo Ieracitano:” Noi medici saremmo pronti. Si può introdurre il metodo usato nelle semifinali a tutte le partite di Eccellenza, rinunciando intanto a due fattori del protocollo internazionale: il medico neutrale e la prova video. Sui campi di Eccellenza è infatti obbligatoria solo la presenza del medico di casa, ebbene bisogna che le Società dichiarino che si fidano assolutamente del medico presente e si affidino completamente a lui oppure si portino dietro il loro. Va poi risolto il problema logistico che si diceva prima e poi possiamo farlo. Serve però il consenso pieno di tutte le componenti del movimento e questo è tanto, davvero tanto, ma è necessario”.

SF:” Per “riconosci e rimuovi” si può fare maggiore informazione…”

Vincenzo Ieracitano” Si, è vero, adesso sto pensando di proporre ai vertici della FIR ed al mondo Media della federazione una giornata di informazione sulla concussion su tutti i campi. Bisogna studiarci un attimo, la componente medica del movimento è preparata, facciamo già attività di sensibilizzazione sul tema, presso i tecnici grazie alla collaborazione con Steve Aboud, ma questa cosa si può fare, si.