Un derby di pochi anni fa allo Stadio Plebiscito di Padova. Spalti pieni.

Lo scorso sabato c’era un derby a Padova, Petrarca Vs Rovigo, l’occasione era “Continental Shield”, la competizione europea che mette in palio, una cosa sciocca come se ne sono viste poche, uno spareggio per entrare in Challenge Cup.

Era un derby ma sugli spalti dello Stadio Plebiscito (capienza 9.600 posti) c’erano poche centinaia di persone.

Un flop di cui non si ha ricordo nella storia di questa competizione infinita fra petrarchini e rossoblù, uno spettacolo desolante e triste che ha però molti significati ed è un messaggio chiaro che è necessario analizzare perchè racconta un fallimento così palese e grave che riguarda tutto il rugby da Catania a Bolzano. Se non funziona più Petrarca Vs Rovigo cosa altro può?

MONIGO NON VALE UN FLOP  E’ parere comune, tifosi e dirigenti, che il quasi tutto esaurito registrato nelle stesse ore in quel di Treviso per il match di Champions Cup fra la Benetton e la corazzata Tolone, non sia scusa sufficiente, niente ha mai fermato il Derby d’Italia. Questo evento contemporaneo è però un pregevole indizio. L’avvento della Celtic League nello scenario italiano si sapeva che avrebbe portato uno sfasamento del nostro rugby di vertice ma la cosa, si diceva, sarebbe stata gestita. Invece la politica FIR di questi anni e la sua gestione del Campionato di Eccellenza ci ha restituito un rugby che non attira nemmeno gli irriducibili vistoil livello tecnico basso e lo  spettacolo conseguente. Questo rugby non richiama più nessuno e le Società che lo vivono, compresse anche economicamente, non hanno alcuna possibilità e tanto meno stimoli per provare a volare un po’ più in alto. La situazione in questo senso è talmente grave che è riuscita ad intaccare persino storia e tradizione di una “classica” che sembrava intoccabile.

LA COPPA DEL NULLA  Il rugby italiano di Eccellenza ci ha abituato a giocare “competizioni” che non hanno senso. Se si pensa che nelle stesse ore che andava in campo Petrarca Vs Rovigo, davanti a quasi nessuno, le altre di Eccellenza, quelle escluse dal giro “europeo”, giocavano fra di loro il Trofeo Eccellenza ovvero una cosa talmente poco considerata che quelli in FIR non hanno nemmeno trovato il tempo per dargli un nome vero. “Continental Shield” nasce con una filosofia simile, quella dell’usa e getta, dove noi italiani siamo di fatto in campo, consapevolmente, per dare una possiblità a rumeni georgiani e tedeschi di farsi vedere al mondo. Tanta politica e zero appeal sportivo e quando manca quello manca tutto, il pubblico per primo.

I TIFOSI NON SONO CIECHI Disse Nigel “questo non è calcio” e la cosa vale sempre. I tifosi di rugby non sono come quelli del calcio: non sono accecati dal proprio vessillo, vogliono rugby. Il rugby ha bisogno di competizione, le amichevoli non possono esistere, figurasi le partite senza senso. I primi a non considerare quello andato in campo sabato un vero derby erano proprio i tifosi, chi ha perso non ha poi nemmeno tanto mugugnato: era Continental Shield alias “contava niente”.

ADIGE CUP CHI SEI? Anche le due Società devono fare mea culpa. Da qualche anno infatti Petrarca e Rovigo proprio per suggellare la loro eterna (sana) rivalità hanno messo in palio in occasione dei match fra i due team una coppa: la Adige Cup. Idea molto positiva ed interessante. Questa coppa fa su e giù da una parte all’altra dell’Adige in mano di chi vince il derby di turno. Una bella idea della quale moltissimi però non conoscono nemmeno l’esistenza. La Adige Cup infatti sconta uno dei grandi mali del nostro rugby: la scarsa capacità di marketing e la poca stima verso la comunicazione. Il rugby italiano muore anche per questo.

PADOVA NON C’E’ Il flop dello scorso fine settimana ha fatto riemergere nella città del Santo un problema noto da un po’: il padovano ovale, sempre più spesso anche il petrarchino cosiddetto doc, è pressochè incontentabile e fa davvero fatica a tornare allo stadio. Non molti anni fa la motivazione per non frequentare le gradinate era la poca “padovanità” del Petrarca, oggi che la squadra per 2/3 è fatta di padovani non ci vanno lo stesso. I numeri dei presenti alla partita nei tabellini di Padova nel Campionato di Eccellenza, rispetto ad altri campi, sono belli ed importanti ma rapportati al bacino di utenza ed alla consistenza numerica riconosciuta di sostenitori petrarchini è davvero poca cosa.

I dirigenti del Petrarca, rispetto all’ultimo punto, oggi come oggi hanno fatto sapere che loro tirano dritto, puntano su squadra giovane di qualità con tanti ragazzi locali di ottime prospettive. Questo dovrebbe essere un incentivo potente a seguire il derby dove la sfida si fa genuinamente locale e diventa fra scuole di rugby ma il clima generale di cui sopra, tutto intero, riesce ad ammazzare anche questo.

Questo flop sugli spalti del derby Petrarca Vs Rovigo deve far ragionare un po’ tutti, non deve fermarsi qui, è, come molte sconfitte, una autentica opportunità, vera e positiva. Bisogna saperla cogliere.

3 Comments to: IL FLOP DI PETRARCA VS ROVIGO DIVENTI UNA OPPORTUNITA’ PER TUTTO IL RUGBY ITALIANO

  1. Marco Bannin

    ottobre 23rd, 2017

    Concordo totalmente con l’analisi. Aggiungo che la FIR deve destinare fondi nonché professionalità (ad ora inesistenti, vedere chi è al Marketing FIR) al fine di promuovere il campionato domestico. In fondo i campioni nascono nelle squadre giovanili e senior, non nelle franchigie o in Nazionale.

    • Marco Bannin

      ottobre 23rd, 2017

      Aggiungerei che lê squadre devono dotarsi di qualcuno che si occupi di promozione e comunicazione, già curare la pagina Facebook o rendere il tutto più interattivo con l utente (tramite giochi , foto del giorno, indovinelli ecc) nonché creare spazi affinché i tifosi tornino allo stadio, e la strada da perseguire.

  2. Francesco Mazzucco

    ottobre 25th, 2017

    Mi riferisco a ‘Padova non c’è’. Penso che altri, come me, abbiano la netta sensazione che il Petrarca sia diventato, di fatto, la seconda squadra del Benetton. Da Treviso arrivano giocatori dismessi oppure altri che devono fare minutaggio e quando qualche giovane si mette in mostra, Rizzi per esempio, già si sa che andrà via. Il Petrarca, con la sua storia, non può continuare a mortificarsi collaborando (elemosinando?) con Treviso! Con questo non voglio criticare l’attuale Dirigenza del Petrarca che, ne sono certo, fa il massimo delle proprie capacità. Ci vorrebbe un nuovo ‘Memo,’ che sapesse coinvolgere economicamente qualche grosso imprenditore in un progetto di ampio respiro per riportare il Petrarca a contendere al Treviso la leadership in Italia. La mia è una speranza (utopia?) ma temo che resterà tale ancora per molto tempo.