Nella località belga di Waterloo la collina del Memoriale dedicato alla famosa battaglia

Andiamo subito al sodo: vincere conta eccome, altro che sconfitte onorevoli. Il fine settimana trascorso ha regalato la sconfitta di misura delle Zebre ad Edinburgo  e la vittoria potente della Benetton Treviso contro i sudafricani Southern Kings. Si respira aria di vittoria nel “nostro” Pro14  con le Zebre in quarta posizione nel proprio girone con 11 punti e 2 vittorie su 6 partite disputate e Treviso quinta in classifica con 14 punti e 3 vittorie su 6 match. Adesso si tratta di resistere ancora un po’ così.

La sconfitta di un solo punto delle Zebre in terra di Scozia è molto di più di un punto di bonus è una “quasi vittoria” ben diversa da quelle degli scorsi anni, oggi le Zebre lasciano 3 punti sul campo con la consapevolezza che si potevano portare a casa, consapevolezza che viene dalle due vittorie raccolte del team italiano nelle precedenti partite. Perdere così ha tutto un altro sapore.

Perchè con Edinburgo le Zebre hanno realizzato due mete e gli altri solo una, perchè Zebre ed Edinburgo hanno avuto ciascuno il 50% del territorio ma gli italiani il 67% del possesso, perchè gli scozzesi sono stati costretti a 152 placcaggi sbagliandone 20 (13%) mentre le Zebre ne hanno fatti solo 93 sbagliandone solo 9 (9,6%), perchè le Zebre hanno messo nella partita 234 passaggi (Edinburgo 86) segno di una vitalitàdi gioco importante ed in piena evoluzione.

La Benetton ha strapazzato i sudafricani, tutt’altro che irresistibili, non lasciando loro scampo, esercitando una prevalenza sul territorio (52%) ma anche sul possesso (59%), correndo di più e tenendo pressione per tutto il match senza importanti cali di concentrazione ed infilando 4 mete senza subirne nemmeno una.

L’aria di “vittoria” che aleggia sul nostro Pro14 già da qualche settimana ha già avuto i suoi primi effetti. Prima di tutto fra il pubblico che è corso nuovamente a sorridere numeroso dalle tribune di Monigo, poi fra tecnici e giocatori di entrambi i team italiani che forse hanno definitivamente imparato che la vittoria fa bene che è alla portata.

Vincere conta eccome, galvanizza tutto l’ambiente e, prima di tutto, rende possibili altre nuove vittorie, di tutti i tipi. Vincere conta eccome, se ne rendono conto adesso i cultori e santificatori delle sconfitte onorevoli, coloro che credevano che bastasse partecipare, che il Pro14 potesse essere solo palestra della Nazionale, coloro che ad ogni sconfitta celtica rispondevano “ah ma poi vedrai che Sei Nazioni”.

Quindi vincere conta eccome e, non bastasse, spesso è anche un punto di non ritorno, perchè una volta vista concretamente la possibilità di vincere l’idea di andare in campo solo per una “sana” sconfitta onorevole o di andare allo stadio solo per vedere una “sana” sconfitta onorevole, di andare ad allenamento per vivere il prologo di una sconfitta onorevole, tutto questo non ha più senso.

E’ vero, il campionato è ancora lungo, guai a cantar vittoria troppo presto (Napoleone a Waterloo è un esempio), bisogna restare con i piedi per terra ma la sensazione è che qualcosa, forse, adesso è cambiato.