Le Fiamme Oro hanno un problema, un punto di rottura della partita troppo distante dalla fine del match. Cremisi costretti, nel primo match di campionato, a subire la rincorsa, nell’occasione infruttuosa, del Mogliano, nella seconda partita subiscono Rovigo nel secondo tempo e, nella terza, crollano con Calvisano a 20 minuti dalla fine prendendo una batosta sonora. Fiamme Oro che lo scorso anno avevano perso entrambe le volte con i bresciani ma portato a casa in entrambi i casi il punto di bonus. Qualcosa non gira fra i poliziotti che hanno messo in cascina nelle tre partite di campionato fino ad oggi disputate 48 punti totali con una evidente difficoltà a superare l’ultima linea avversaria visto che peggio delle Fiamme Oro per punti realizzati c’è solo il Reggio ultimo in classifica (42). Poi, è vero, in campo sabato c’era anche il Calvisano rullo compressore, per i bresciani terzo match e terza volta una vittoria con bonus e questa volta l’avversario era di rango.

Se Calvisano ormai farà notizia quando perderà una partita, non ce ne voglia Brunello ma questo è il destino delle “grandi”, c’è invece una gattamorta in riva al Piave che viene definitivamente allo scoperto.

La vittoria di San Donà contro Rovigo è perentoria, sontuosa, tutta propria, larga e costruita sulla propria prevalenza in buona parte del campo e in molte fasi di gioco. I biancocelesti hanno messo in campo una superiorità nelle fasi statiche indiscutibile. Mischia avanti a quella rossoblù sia in ordinata che, soprattutto, nelle fasi di attacco, in difesa quando non ha prevalso non ha ceduto o concesso troppo spazio. Rimesse laterali quasi tutte efficaci quelle del San Donà e molte sporcate dal salto avversario quelle rossoblù. In genere un San Donà pesante nel gioco che corre meno degli avversari ed attacca la linea con grande aggressività ma anche con testa, cercando lo spazio. Il gioco del San Donà è assolutamente corale ma su due reparti la superiorità è netta. Battaglia vinta dal San Donà fra i centri grazie ad un monumentale Iovu ed un Bertetti sempre più convincente, sfondano e placcano senza pari ma soprattutto per tutto il match. Battaglia totalmente vinta dal San Donà anche in seconda linea dove Van Vuren  e Wessels, finalmente due stranieri che fanno la differenza, garantiscono le fasi statiche e coprono le ruck, diventandone padroni in buona parte del match. Quando Rovigo prova la sfuriata quelli del Piave mettono in piedi una difesa arcigna e motivatissima, perchè è questa la sensazione che è arrivata dal match biancoceleste: un altissimo livello motivazionale di moltissimi giocatori.

Ma questo San Donà eccellente  non ha un solo protagonista, se il migliore in assoluto è parso il n° 13 Bogdan Iovu (classe 84 al San Donà da.. sempre) accanto a lui ci andrebbe Mattia Cattelan (classe ’94),, la seconda piazza se la giocano un certo Paul Derbyshire ed un certo James Ambrosini, quest’ultimo ha dato ordine e concretezza alla manovra ed ha spostato il gioco con calci intelligenti oltre al solito en-plein sui calci da fermo (4/4).

Questo San Donà “eccellente” sarà difficile per tutti, la storia di ripete anche se quelli di Zane Ansell non possono davvero più contare sul fattore sorpresa.

Il fatto che Rovigo fosse ancora al punto morto lo si era visto con le Fiamme Oro. In questa terza giornata la qualità dei rossoblù è emersa solo a tratti, ha prevalso solo per qualche manciata di minuti nel secondo tempo e non può bastare con un San Donà in gran spolvero. I rossoblù hanno evidenziato una certa confusione nelle fasi di attacco, ancora una volta problemi nel collegamento fra i reparti ed un gioco lasciato alle troppe individualità: in campo troppi “senatori” con la testa da “senatori” e la mediana assolutamente sotto-dimensionata rispetto alle ambizioni. Davies e Parker, stranieri non sufficienti, quando entra Momberg la storia è già troppo avanti. In sintesi si può dire che Mc Donnell probabilmente deve parlare ai suoi ragazzi ma prima di questo un discorso deve farselo allo specchio.

Sagra degli errori a Viadana e padroni di casa sciuponi ed ancora da registrare, la “creatura” di Filippo Frati vince con un convincente Mogliano rimasto però in 14 per cartellino rosso a Vento guadagnato per somma di “gialli”.

Il Petrarca macina un Reggio preoccupante che galleggia fino a quando gli avversari non colpiscono davvero ed allora si scioglie. Vittoria larga dei Medicei di Presutti contro una Lazio che però continua a realizzare molti punti, valessero quelli sarebbe settima in classifica e non penultima.

Eccellenza al primo stop causa coppe varie, Continental Shield “europeo” e Trofeo Eccellenza, due cose diverse, certamente anche di livello diverso ma per entrambi, per come è oggi l’Eccellenza, si fa fatica a capirne il senso. Nonostante tutto questo però, anche sabato prossimo … ci vediamo al campo.

Leave a Reply

  • (not be published)