Quelli della LNR, la lega francese del rugby professionistico, hanno deciso di far realizzare uno studio che rispondesse ad una domanda per niente banale e tutt’altro che inutile: qual’è il contributo del rugby professionistico di Francia all’economia francese?“. Lo studio è stato affidato all’advisor internazionale Deloitte. 

I risultati di questa preziosa ricerca fanno bella mostra di se da qualche giorno sulle pagine del principale giornale economico francese “Les Echos”  sottoposti alla analisi di Jean Michel Gradt. Il rugby sarà pure il secondo sport in Francia ma è sicuramente il primo, secondo la LNR, che commissiona uno studio del genere e questa la dice lunga sul vantaggio competitivo della classe dirigente ovale transalpina.

I tecnici, per una volta tecnici economici e non sportivi, hanno conteggiato per questo lavoro tutte le partite dei due campionati prof francesi, il Top14 ed il ProD2, incluse le loro partite di coppe europee per scoprire che il valore economico di questo rugby sul territorio francese supera il miliardo di euro, esattamente 1,034 miliardi.

Altri numeri che danno una idea della massa economica che muove il rugby francese. Considerando ogni match un singolo evento e sommando il loro peso economico diretto, ovvero il costo vivo di tutti questi eventi, si ottiene la movimentazione di una massa economica pari a 584 milioni di Euro, di cui 154 di spese di alberghi e ristorazione. L’organizzazione dei 30 club della LNR vale in salari, stipendi, acquisti di beni e servizied in generale in costi organizzativi interni un totale di Euro 430 milioni ed il loro attivismo sportivo crea in Francia 5280 posti di lavoro di cui 780 presso gli stessi Club.

Del resto si sa che i Club di ProD2, la seconda categoria francese, tutta comunque professionistica, hanno budget da 13 milioni annui fino ad un minimo di 5 mentre il TOP14 viaggia fra i 30 milioni di Tolosa, Clermont e Stade Francaise ed i 16 milioni annui di Brive e Bayonne, gli altri sono lì in mezzo.

Tutta questa spesa però produce appunto 1 miliardo di valore sulla economia francese, costruisce posti di lavoro e genera tassazione per 134 milioni di Euro.

Insomma il rugby professionistico francese può sicuramente vantare, oltre ad una maturità tecnica invidiabile, anche un livello di contribuzione economica importantissimo.  E’ chiaro che il lavoro è stato commissionato da LNR non solo per questioni di presentazione al mercato ed al paese del proprio lavoro ma anche per poter avere una valida arma da esibire in Federazione quando questa dovesse chiedere, come ha già fatto, qualche sacrificio di più ai grandi club per aiutare il rugby di base. Insomma il Direttore di LNR Emmanuel Eschalier si è armato di bilanci economici per contrastare l’assalto del Presidente FFR Bernard Laporte. Strategie di alto livello, mica robetta da cortile.

Ultimo numero fornito da Deloitte alla LNR è quello della ricaduta economica sulla Francia di una eventuale organizzazione della Coppa del Mondo di Rugby del 2023, Deloitte ha infatti stimato in 2,4 miliardi di euro il valore di una eventualità del genere.

Ottimo lavoro della LNR, il commento per una volta non può essere che breve ma significativo: cara Francia ovale, chapeau!